I mille militari di «Eurocorps»
«Prove per l’esercito europeo»

Paolo Magno, al centro, con Franco Businaro e Giovanni Benetti
Paolo Magno, al centro, con Franco Businaro e Giovanni Benetti
Paolo Magno, al centro, con Franco Businaro e Giovanni Benetti
Paolo Magno, al centro, con Franco Businaro e Giovanni Benetti

Conoscere Eurocorps attraverso chi ne ha fatto parte: questo l’obiettivo della serata organizzata dal Lions Club e dal Rotary Club di Peschiera e del Garda veronese in collaborazione con il Lions Club di Villafranca. Ospite il tenente colonnello Paolo Magno, che per quattro anni e fino allo scorso settembre è stato rappresentante militare italiano in Eurocorps (prima, dal ’99 al 2012, aveva fatto parte del Comando forze operative terrestri di Verona).

Magno ha spiegato l’origine, lo sviluppo e gli scenari futuri che si prospettano per Eurocorps, comando di corpo d’armata nato nel 1992 con sede a Strasburgo e oggi formato da circa mille militari inviati dalle cinque nazioni quadro aderenti: Francia e Germania (dalla cui volontà nacque l’idea di creare una brigata comune), Spagna, Belgio e Lussemburgo. Allo stato attuale ci sono anche Paesi associati che hanno propri rappresentanti al suo interno (è il caso di Italia, Grecia, Romania e Turchia). «È il primo nucleo di quello che potrebbe essere o avrebbe potuto essere l’esercito europeo. È un comando al servizio anche della Nato e nel corso degli anni ha avuto momenti operativi importanti», ha sottolineato Magno, ricordando gli interventi in Bosnia, Kosovo e Afghanistan, ma anche le missioni di addestramento richieste dall’Europa per formare le forze militari in Paesi africani. I militari che fanno parte di Eurocorps sono un Comando: hanno cioè la capacità di guidare un corpo d’amata formato da tre divisioni per un totale di 60mila unità che sarebbero fornite in caso di necessità dalle cinque nazioni quadro.

La domanda su cui è ruotato l’intervento di Magno è se lo schema di Eurocorps possa svilupparsi in una vera difesa europea o, addirittura, in un esercito europeo sullo stile di quello statunitense. Ipotesi, quest’ultima, giudicata prematura, mentre più probabile sembra essere una formalizzazione della difesa attraverso il distaccamento di alcune unità o di «assetti» specifici (come aerei, logistica, contrasto al cyber terrorismo) da parte di tutti gli Stati membri Ue. Strada che potrebbe portare resistenze sia interne agli Stati, riluttanti a cedere quote di sovranità anche in questo ambito, che esterne, da parte di altre superpotenze mondiali.

Citando i ministri italiani Paolo Gentiloni (Esteri) e Roberta Pinotti (Difesa), Magno ha rivelato che il nostro Paese è favorevole alla creazione di un «patto» Ue per la difesa europea in grado di rispondere in primo luogo al terrorismo. Al tavolo delle autorità, accanto a Magno, i presidenti del Lions arilicense Franco Businaro, del Rotary Giovanni Benetti, del Lions villafranchese Angelo Tabarelli e il maggiore Francesco Milardi, comandante della Compagnia carabinieri di Peschiera.K.F.