La guida in abbinamento a L'Arena

Baldo, un paradiso di natura e storia. I 15 itinerari per scoprirlo con Andrea Miotto

ANDREA MIOTTO E LA GUIDA SUL BALDO

«Il Baldo? È un angolo di paradiso che ti dà dà la possibilità di riempirti gli occhi con scorsi meravigliosi. Ed è un rifugio nei momenti difficili: se sono stanco mi ricarico, mi basta anche una passeggiata breve, all'alba o al tramonto».

Andrea Miotto è un «baldista» doc: 40 anni, elettricista, istruttore di e-bike, sposato e padre di due bimbi, ha percorso quella montagna in lungo e in largo fin da piccolo. Le sue escursioni e le sue (bellissime) foto hanno incuriosito chi lo seguiva sui social: «Mi mandi l'itinerario?», gli chiedevano in tanti. E allora gli è venuta l'idea. «Mi hanno consigliato di rivolgermi a una casa editrice di Treviso, editoriale Programma, e ho raccontato loro cosa avrei voluto fare».

Ne è nata una vera e propria guida: «Escursioni sul Monte Baldo e dintorni», che uscirà sabato 21 maggio in abbinamento a L'Arena. Sono quindici percorsi sul Baldo, da Caprino fino all'Altissimo, escursioni facili e medie con indicazioni sul tragitto, foto realizzate dallo stesso Miotto, racconti e curiosità. «Per ogni itinerario ho scelto di raccontare anche qualcosa di particolare: i camosci del sentiero del Ventrar, la storia dietro al nome di cima Telegrafo, o quella della chiesetta di Campo di Brenzone».

 

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A contribuire al volume anche Lucia, la figlia di Eugenio Turri, al quale è stato dedicato il sentiero che porta a monte Crocetta, «e poi ho avuto il sostegno dei rifugi Chierego e Telegrafo, della pro loco di Caprino Veronese, dell'associazione vie del Monte Baldo e di Monte Baldo Experience. E poi devo ringraziare Luca Giavoni per le foto dell’Altissimo e Alessandro Tenca per la storia del Telegrafo».

Andrea, che nel 2020 aveva raggiunto il Baldo partendo da casa sua a Palazzolo come ringraziamento per i sanitari impegnati nella prima ondata del covid, è particolarmente orgoglioso della sua «creatura»: «È un tassello di un progetto per valorizzare ancora di più questa montagna: vorrei che anche altri si appassionassero a lei, è di una ricchezza incredibile: per la sua flora e la sua fauna, per la sua storia di terra di confine. Il fatto che ci sia il mio nome e le mie foto su un piccolo libricino che racconta del Monte Baldo», conclude Miotto, «è una gioia infinita».

Riccardo Verzè