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19.04.2019

Gli unici Comuni veneti con Ireti passano ad Agsm

Il consiglio comunale, convocato in seduta urgente, ha approvato l’accordo per la cessione della rete idrica dalla Società Ireti Spa all’Azienda gardesana servizi (Ags) Spa. A distanza di un giorno anche il consiglio comunale di Comune Torri del Benaco, sempre in sessione d’urgenza, ha provveduto all’approvazione della medesima deliberazione. Il Comune di Affi e quello di Torri del Benaco erano gli unici nel Veneto ad avere, sino a ieri, quando si è riunita l’assemblea del consiglio di bacino Ato veronese che ha sancito il loro definitivo ingresso in Ags, il servizio idrico gestito dalla società Ireti Spa. Torri aveva dato in gestione a Ireti, che fa parte del Gruppo Iren, anche il servizio fognario. Al gruppo Iren, oltre a Ireti, appartengono pure le spa Iren acqua, Iren acqua Tigullio e A.m.ter. Ad Affi la segnalazione guasti è stata garantita 24 ore su 24 dal numero verde 800 92 93 93 e il servizio clienti, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18 e il sabato dalle 8 alle 13 dal numero verde 800 96 96 96. Ora il servizio idrico passa ad Ags che sinora ad Affi ha gestito i servizi fognatura e depurazione. «Finalmente siamo riusciti ad effettuare questo passaggio per il servizio idrico», ha sottolineato il sindaco Roberto Bonometti. «Adesso i cittadini potranno finalmente avere, se lo desiderano, un contatto diretto con il gestore del servizio e non solo telefonico. Ags ha infatti gli uffici a Peschiera. Quello più vicino di Ireti, invece, è a Ferrara. Inoltre aprire nuovi allacciamenti, in alcuni casi, non è stato certo agevole. Così come il controllo delle bollette. Ora, in più, le utenze domestiche beneficeranno di una riduzione dei costi che senz’altro ci sarà ma non è ancora quantificabile. Le utenze non domestiche invece aumenteranno, ma di poco». Il provvedimento votato dalla maggioranza ha visto i consiglieri di opposizione votare a favore. Astenuti invece i loro colleghi di opposizione del gruppo Lega Nord Mani Pulite per Affi: Monica Burato e Giuseppe Delibori e Moreno Cremonini. Il motivo? «Non siamo stati interpellati in merito alla stesura della delibera e dei suoi contenuti e non siamo mai stati chiamati a discutere, prima di questa sera, sull’argomento», ha risposto Burato.

L.B.
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