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05.01.2020

Il Piano degli interventi scatena la bufera

Turisti in vacanza a Garda
Turisti in vacanza a Garda

Adottato in un Consiglio comunale al vetriolo il terzo Piano degli interventi (Pi) che, parole del sindaco Davide Bendinelli,«punta a riqualificare l'offerta turistica di Garda». Una seduta preceduta dalla lettera inviata il 30 dicembre al prefetto da Anna Codognola, Nuova Garda, che chiedeva «l'immediata sospensione del Consiglio perché dopo l'incontro alla presenza delle consigliere di minoranza col tecnico comunale, la cartografia relativa ai vincoli idrogeologico, forestale e boschivo, presenta difformità sostanziali rispetto a quella depositata in Regione e Provincia». Il prefetto il 31 dicembre ha chiesto al sindaco di «ricevere notizie», mentre Bendinelli ha informato «che il redattore del Pi aveva sistemato quel giorno un mero refuso cartografico». «Modifiche che noi minoranze», ha rilevato Lorenza Ragnolini Garda Futura, «non abbiamo avuto». Queste, in sintesi le premesse di un Consiglio con un unico punto: l'adozione del terzo Pi con, al centro della polemica, il sindaco che, ha detto Irene Moretti, M5S, «A nostro avviso, aveva una questione da sistemare, inerente la sua proprietà, passata da agriturismo a struttura ricettiva alberghiera». Bendinelli ha illustrato la delibera: «Questo Piano degli interventi punta a modificare la normativa turistica comunale per consentire alle strutture ricettive alberghiere e complementari di offrire servizi migliori. Si sono adeguate le “norme tecniche operative” alle nuove leggi regionali per contenere ampliamenti realizzabili dalle strutture ricettive. Il problema esiste perché la legge concede a tutti di usare unità abitative a fini turistici. Le “locazioni turistiche” sono una parte sempre più importante dell'offerta che sfugge al controllo e non garantisce la qualità dei servizi squalificando una località rinomata come Garda. Oggi i proprietari di appartamenti preferiscono affittarli ai turisti cosicché i gardesani devono cercare casa altrove». Poi ha precisato: «Abbiamo accolto due manifestazioni d’interesse con cui i proprietari chiedono di cambiare la destinazione d’uso in turistica senza aumenti di cubatura. Per limitare ampliamenti precludiamo la possibilità di beneficiarne a chi ha già applicato il Piano casa. Per trattenere i gardesani accogliamo le tre richieste di realizzare unità abitative modeste per la prima casa». È “scoppiata” Codognola: «Il sindaco ci ha convocato d'urgenza per il terzo Pi. Il Consiglio non è valido perché la cartografia ha gravi errori e non abbiamo potuto controllare la nuova. Ho chiesto l'intervento del prefetto. Ora aspettiamo l'annullamento. Il fatto che il sindaco abbia votato la destinazione d'uso del suo albergo è contro la legge: informeremo la Procura». Moretti ha aggiunto: «Non abbiamo capito l' urgenza di un Consiglio convocato per il 31 dicembre, abbiamo però appurato che scadono i termini per mettersi in regola con la legge regionale di classificazione delle tipologie di locazione turistica che tocca anche la struttura del sindaco. Non concordiamo su concessioni di cubature per prima casa se non vincolate allo scopo per un certo numero d' anni evitando speculazioni edilizie. Serve una politica vicina ai gardesani che vogliono restare nel loro paese». Ragnolini ha detto: «La cartografia votata comporta trasformazioni del territorio ridefinendo la perimetrazione di centro abitato e aree di urbanizzazione consolidata e diffusa autorizzando nuova cubatura. Tra gli alberghi schedati spunta quello del sindaco completando il controverso iter di trasformazione da deposito attrezzi, azienda agricola, agriturismo e ora albergo». Ha aggiunto: «La continua riperimetrazione ha creato un irreversibile impoverimento dell’asset paesaggistico e favorito seconde case contribuendo ad abusivismo delle strutture ricettive, affitti in nero a discapito delle imprese regolari». Ha sostenuto Bendinelli: «Nessuna norma imponeva di modificare le Norme tecniche operative oltre il 31 dicembre, la scadenza della legge di cui Moretti ha parlato in Consiglio è stata prorogata al 30 settembre. E non ero obbligato ad astenermi dalla votazione poiché il provvedimento è di carattere “normativo generale». «Riguardo al mio albergo», ha continuato, «si è fatto un aggiornamento cartografico necessario derivante da un cambio di destinazione d'uso legittimamente avvenuto quattro anni fa. Aggiornamenti che devono essere fatti alla prima modifica del Pi successiva all'applicazione della norma del Pat che è del 2013. L'edificio dal 2016 è accatastato con categoria alberghiera e paga l'Imu da tre anni. L'aggiornamento cartografico è a maggior ragione un atto obbligatorio per non cadere in irregolarità amministrative. In ogni caso», ha concluso, «il Pi non prevede modifiche dell'edificazione diffusa. Il documento è consultabile in municipio». •

Barbara Bertasi
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