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14.12.2019

Bendinelli, l’opposizione vuole le dimissioni

Emanuele BongiovanniAnna Codognola
Emanuele BongiovanniAnna Codognola

La maggioranza considera sostanzialmente ininfluente sulla amministrazione di Garda la scelta del sindaco Davide Bendinelli di passare da Forza Italia a Italia Viva, il nuovo partito di Renzi. Critiche invece le opposizioni. Esordisce il consigliere Sasha Allevato, capogruppo di maggioranza, nonché delegato all’ecologia: «Progetto Garda è una lista civica, composta da varie correnti politiche. Il passaggio di Bendinelli a Italia viva non avrà alcun tipo di ripercussione. In Comune si fa amministrazione e non politica». L’assessore allo sport, Emanuele Bongiovanni, aggiunge: «Il fatto che il sindaco sia passato da Forza Italia a Italia Viva non cambia nulla. Noi siamo una lista civica e pensiamo ad amministrare. I partiti sono una cosa a parte. Il nostro sindaco ha fatto una scelta che ritengo giusta, a prescindere dalla mia posizione anche perché credo che Forza Italia non rappresenti più una voce valida». Un gardesano doc, Arnaldo Butturini, 73 anni, segretario della Pro loco, dice: «Questo passaggio non avrà alcuna influenza perché a Garda, ma anche in tutti i paesi piccoli, vale come è amministrato e condotto un paese, a prescindere dalla scelta politica nazionale di chi lo guida». Il turismo a Garda è una delle principali fonti economiche e la categoria degli albergatori ha un suo peso. Roberto Ginami, presidente degli albergatori di Garda commenta solo: «L’importante è che il paese sia gestito bene». LE MINORANZE. Vanno invece giù «duro» le minoranze. Dice Anna Codognola, di Nuova Garda: «Credo che Bendinelli abbia sempre dimostrato con i fatti di essere attaccato alla poltrona, non per niente non si schioda da 20 anni da Garda. Questa scelta mi pare quella di un’opportunista politico. Ha sempre cercato di entrare in diversi partiti e di sistemarsi. Il fatto che sieda in Parlamento con i voti della Lega», aggiunge, «dovrebbe indurlo a dimettersi sia come parlamentare che come sindaco perché gli elettori lo hanno votato in quanto di centrodestra e non di sinistra. Ritengo grande la sua incoerenza. Comunque l’anima di sinistra l’ha sempre avuta per scelte che ha fatto, come l'adesione allo Sprar, il il Sistema di protezione per richiedenti asilo, con cui accettava di ospitarli a Garda attraverso la Prefettura, i matrimoni tra gay da lui celebrati e tanto altro. In realtà», aggiunge, «ha sempre remato anche contro il suo vecchio partito, Forza Italia, nonostante fosse coordinatore, dando sostegno sia palesemente sia senza esporsi a sindaci di sinistra e a quello di Verona Flavio Tosi di cui è amico nonostante Forza Italia non fosse d'accordo». Aggiunge Lorenza Ragnolini, di Garda Futura: «Per quel che mi riguarda Bendinelli non è mai stato animato da alcuna convinzione politica ma affaristica. Mosso da una sorta di «istinto di sopravvivenza» dopo essersi ora inimicato la destra veronese, credo non avesse altra scelta che buttarsi con Renzi sfruttando la circostanza che, sul territorio, quest’ultimo non ha ancora una solida rappresentanza». E aggiunge: «Ironicamente sono agli atti del Consiglio comunale le sue battute sul mio orientamento di centro sinistra, fatte quando Renzi era al governo. I fondi all’epoca non furono mai richiesti ed ora è il Comune a dover pagare la ristrutturazione di elementari e medie». Chiude la capogruppo del Movimento 5 Stelle, Irene Moretti: «Bendinelli é un abile calcolatore, pronto a cambiare idee all’occorrenza. A Garda é stato eletto con una lista che noi riteniamo mascherata da civica. A Roma é arrivato grazie ai voti della Lega ed ora, che Forza Italia sta affondando, passa ad Italia Viva, tradendo il proprio elettorato pur di mantenere una posizione di potere. La vecchia politica sposta le sue pedine per conservare le poltrone, infischiandosene del mandato conferito dagli elettori. Riteniamo scorretto il cambio di bandiera. Speriamo che questa scelta opportunistica faccia capire ai cittadini chi li rappresenta». LA POSIZIONE DI BENDINELLI. «L'amministrazione di Garda si regge sul gruppo civico Progetto Garda, di cui sono stato ideatore, fondatore e promotore. A nessuna delle persone che hanno partecipato o aderito a questo progetto civico è mai interessata la ideologia, la militanza o la appartenenza politica poiché il progetto trova la sua espressione e condivisione in una idea unitaria di come amministrare il paese. Pertanto i consiglieri e gli assessori di maggioranza non si sono occupati della vicenda politica, come è giusto che sia, ma sono rimasti concentrati sulla risoluzione dei problemi amministrativi del Comune». •

Barbara Bertasi
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