Funivia, cantiere dopo 7 anni

Daniele Polato, Maurizio Castellani e Piergiorgio SchenaL’escavatore rimuoverà tutti i vecchi cestoni biposti
Daniele Polato, Maurizio Castellani e Piergiorgio SchenaL’escavatore rimuoverà tutti i vecchi cestoni biposti

Inizia un nuovo corso per la funivia di Prada: dall’infinito iter burocratico durato anni, ora, finalmente, si passa all’azione, «sul campo». Da ieri, infatti, alla stazione di partenza degli impianti di risalita, chiusi dall’agosto 2013, è stato aperto il cantiere per rimuovere progressivamente le vecchie strutture presenti in loco, ferme ormai da oltre sette anni. Allo stesso tempo verrà ripulita tutta l’area del tracciato per preparare la posa dei nuovi impianti, i cui lavori inizieranno dal 1. ottobre. Se non ci saranno intoppi, per la primavera del prossimo anno si potrà vedere la fine del tunnel con la conclusione dei lavori e la riapertura della funivia. Ieri mattina intanto un escavatore ha iniziato a togliere i cesti in metallo del vecchio impianto oltre e fare pulizia attorno al punto da dove parte l’impianto a fune. Le opere di sgombero delle vecchie infrastrutture presenti che tra l’altro oltre alle cestovia comprendono la seggiovia monoposto che dalla stazione intermedia porta in cima al Baldo a Costabella, tre skilift inutilizzati da tempo e i piloni che sostengono le funi, dureranno per almeno una decina di giorni, con l’imminente apertura di un cantiere anche più a monte, in località Due Pozze, per consentire di intervenire anche in quota, nel secondo troncone. Per celebrare l’inizio del cantiere ieri mattina alla stazione di partenza di Prada sono arrivati Maurizio Castellani e Davide Benedetti, rispettivamente sindaci di San Zeno di Montagna e Brenzone, proprietari al cinquanta per cento ciascuno degli impianti funiviari, oltre a Pier Giorgio Schena, presidente di Atf, Azienda trasporti funicolari Malcesine Monte Baldo, e vicesindaco di San Zeno di Montagna, accompagnato dal direttore di Atf, Enrico Luigi Boni. Presente per l’occasione anche Daniele Polato, assessore a Verona e predecessore di Schena alla presidenza di Atf. Polato aveva avviato l’iter per la rinascita dell’impianto. Proprio la funivia di Malcesine nel 2016, grazie anche all’assenso del Comune di Malcesine (socio di Atf con Provincia e Camera di Commercio), aveva stipulato l’accordo di programma con la Prada Costabella srl per il piano di rilancio di Prada. Atf, che gestirà per trent’anni gli impianti di risalita, ha investito 3,6 milioni di euro per un progetto che prevede il rifacimento della funivia attraverso l’installazione di una nuova cestovia biposto nel primo tratto e di una seggiovia biposto usata nel secondo troncone che porteranno i turisti in cima al Baldo, a oltre 1.800 metri di quota, in mezzora. L’iter burocratico che ha consentito di giungere ai primi interventi concreti di ieri è stato lungo e tortuoso e terminato il mese scorso con il rilascio della tanto agognata doppia concessione di linea da parte della Provincia ad Atf. Gli amministratori intervenuti hanno definito quella di ieri «una giornata storica per Prada». «Questi impianti li porto nel cuore, anche perché nel 1968 ha contribuito a realizzarli anche mio padre», ha affermato Schena che ha anche ripercorso il complesso iter burocratico affrontato. «Ora guardiamo avanti con fiducia con l’obiettivo di mettere in rete il Monte Baldo, rilanciando tutto il comprensorio e le attività connesse, creando inoltre nuovi posti di lavoro». Soddisfatto Castellani: «La funivia di Prada fa parte della storia di questo territorio: dopo tanti sacrifici siamo pronti per ripartire». Sulla stessa lunghezza d’onda Benedetti: «Con l’avvio del cantiere ci prepariamo per essere pronti già dal primo giorno utile per i lavori della nuova funivia e per la riapertura l’anno prossimo». Nel suo intervento Polato, tra l’altro, ha annunciato che «in cantiere c’è un’idea di realizzare un nuovo impianto a fune che da Ferrara di Monte Baldo arrivi fino in quota, all’altezza del rifugio Fiori del Baldo». Poi, però, precisa: «Al momento è un’idea, ma che vogliamo concretizzare coinvolgendo anche le istituzioni, a partire dai Comuni fino alla Regione». •

Emanuele Zanini