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16.06.2019

Frana e licenze edilizie, sindaco prosciolto

Un costone di roccia franato dalla Rocca di Garda il 6 febbraio 2009. Da quel giorno tutta l’area è considerata a rischio frana
Un costone di roccia franato dalla Rocca di Garda il 6 febbraio 2009. Da quel giorno tutta l’area è considerata a rischio frana

È stata la perizia disposta dal pm Gennaro Ottaviano a scagionare il sindaco di Garda e deputato di Forza Italia, Davide Bendinelli. L’esperto ha potuto constatare che negli ultimi cinque anni, il Comune non ha rilasciato alcuna licenza a costruire nella fascia di frana attiva sotto la Rocca. E così le accuse disastro colposo e delitti sempre colposi contro la salute pubblica sono finite in soffitta con il timbro del decreto di archiviazione, firmata dal gip Giuliana Franciosi così come aveva chiesto la procura. Si chiude così un altro grattacapo giudiziario per Bendinelli dopo che la consigliera di minoranza, Lorenza Ragnolini aveva presentato l’esposto nel 2017. In quella denuncia, si parlava di abusi edilizi, realizzati nella proprietà dei Pozzerle proprio sotto la Rocca. In quel caso, sarebbe stata rilasciata l’autorizzazione a costruire sulla base che l’area fosse declassata a frana non attiva quando, in realtà, è sempre rimasto attiva. «Con l’esposto», sostiene Ragnolini, «affermavo che il sindaco non aveva mai provveduto a sospendere i lavori del cantiere nemmeno a seguito della frana del 2009». La procura aveva così aperto subito un’indagine e per far luce sulla contorta questione urbanistica aveva nominato un perito. L’esperto aveva poi scritto una lunga relazione, depositata già lo scorso anno che aveva confortato la tesi che in quell’area non si poteva costruire. «La complessa ed esaustiva perizia conforta l’accusa nel senso di aver stabilito in modo chiaro ed autorevole», riporta la richiesta di archiviazione del pm Gennaro Ottaviano, «che l’area in esame sia un’area non edificabile perché rientra in una fascia di frana attiva e non stabilizzata». Un paletto, quindi, era stato fissato: «Ne consegue come in detta area non può essere concesso alcun permesso a costruire», è la conclusione del pm Ottaviano, pena il rischio di crolli degli stabili costruiti o qualsiasi altro dissastro. Con questa affermazione, però, si arriva al nodo cruciale della vicenda ovvero la presenza di abusi edilizi: «Dagli atti indagine delegata», riporta ancora la richiesta di archiviazione della procura, «è emerso che almeno da cinque anni nessun titolo abilitativo sia stato rilasciato nell’area di interesse e, quindi, alcun reato possa dirsi commesso o riscontrato». Una serie di argomentazioni che per il gip Franciosi «sono pienamente condivisibili» tanto da convincere il gip a disporre l’archiviazione del procedimento a carico di Bendinelli. •

Giampaolo Chavan
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