Foto osè dell’ex ai genitori, arrestato

I carabinieri hanno rintracciato il venticinquenne in poche ora dopo il suo trasferimento da Agrigento
I carabinieri hanno rintracciato il venticinquenne in poche ora dopo il suo trasferimento da Agrigento

Il venticinquenne aveva inviato più volte video e foto osè ai genitori della sua ex. Dopo essere stato lasciato, in preda alla sua incontenibile rabbia, aveva minacciato, poi, la ragazza di postare quei video spinti anche sui social. A.A. si è così scavato la fossa da solo. Il pericolo di reiterazione del reato era più che plausibile agli occhi degli investigatori. E la procura di Barcellona Pozzo di Gotto vicino ad Agrigento, ha avuto gran pochi dubbi a chiedere e ad ottenere un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per il pachistano. L’accusa a suo carico parla di violazione del divieto di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso delle persone rappresentate che prevede una pena fino a sei anni di carcere. Il venticinquenne ora è agli arresti domiciliari nella casa a Peschiera di un connazionale, non coinvolto nell’inchiesta e incensurato, in centro a Peschiera. Nei prossimi giorni sarà sentito per rogatoria dal gip di Verona su richiesta del collega di Barcellona Pozzo di Gotto dove si sono verificati i fatti. A.A. era a Peschiera perchè proprio l’amico gli aveva trovato una lavoro in un ristorante del lago di Garda. La vicenda ha inizio un paio di anni fa quando il venticinquenne si innamora della connazionale nel grosso centro della Sicilia. Nasce così una storia d’amore che, però, un paio di mesi fa subisce una brusca interruzione. La ventenne decide di lasciare A.A. e a nulla servono i tentativi del giovane di riallacciare i rapporti con la sua ex. In preda ad un fortissimo senso di rabbia, il venticinquenne programma e mette in atto la sua vendetta. Memore di foto e video osè registrati durante gli incontri intimi con la ventenne, li invia sui cellulari dei genitori dell’ ex e poi di altre due persone. Continua poi a manifestare tutta la sua ira nei confronti della ragagazza, minacciandola al telefono di divulgare quei video hot anche sui social. La giovane, già costretta a vivere momenti di grande tensione in famiglia per aver accettato di farsi riprendere in pose erotiche, decide di porre fine a questa situazione così umiliante e si rivolge alle Forze dell’ordine per interrompere la «perfomance» del venticinquenne sempre più schiavo del suo sentimento di vendetta. Presenta, quindi, una denuncia ai carabinieri, mostrando anche i video spinti, inviati da A.A. Si tratta di prove inconfutabili a carico del suo ex che convincono prima gli investigatori e poi il pm siciliano. Parte così la richiesta al gip di arrestare il pachistano per evitare che completi la realizzazione del suo piano criminoso con la diffusione del video sui social. Il gip firma l’ordinanza venerdì. I carabinieri si recano subito nell’abitazione del giovane in Sicilia ma viene loro comunicato che A.A. si è trasferito a Peschiera dove ha trovato un posto di lavoro come cameriere. Parte così la segnalazione dalla Sicilia ai colleghi lacustri. I militari dell’Arma non si fanno pregare due volte. Le indicazioni sono poche perchè non si sa nè il luogo di residenza nè il nome di chi lo ospita. Iniziano le ricerche tra i connazionali di A.A. che si concludono nel giro di un paio di ore. Il venticinquenne viene trovato a casa di un altro pachistano poche ore prima di iniziare il suo nuovo lavoro. Viene portato nella caserma di Peschiera dove gli viene notificata l’ordinanza del gip siciliano. Viene poi riaccompagnato nella casa del connazionale dove dovrà restare ai domiciliari fino a quando cesseranno le esigenze cautelari. •

G.CH.