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04.01.2020

Fondi solidarietà, una Caporetto per il lago

Il comune di Brenzone, anch’esso penalizzato nella distribuzione del Fondo di solidarietà
Il comune di Brenzone, anch’esso penalizzato nella distribuzione del Fondo di solidarietà

Fondo di solidarietà comunale: le ripartizioni economiche per il 2020 penalizzano alcuni Comuni e ne premiano invece altri. Una situazione che, secondo Davide Benedetti, sindaco di Brenzone, per gli enti locali del Garda-Baldo, è «una vera Caporetto economica». «Anzi, lo è per quasi tutti i Comuni del Veneto», sottolinea il primo cittadino e consigliere dell’Anci Veneto. Ma qual è il problema? «Il problema, come ha spiegato il sindaco di Treviso e presidente dell’Anci Veneto, Mario Conte, il 2 gennaio, è che, nella seduta dell’11 dicembre scorso della Conferenza Stato- Città e Autonomie locali sono stati definiti i nuovi criteri di ripartizione per l’anno 2020 del Fondo di solidarietà comunale, il così detto FSC. Da un primo confronto che è stato realizzato dall’Anci Veneto tra i dati del 2019 e quelli provvisori del 2020, risulta che i Comuni del Veneto, complessivamente, subiranno una riduzione del fondo pari a 7 milioni e 782 mila 958,70 euro: ben 418 Comuni su 563 avranno un saldo negativo rispetto al 2019». Ma c’è molto di più. «Dopo i criteri del superamento del turnover che penalizzano pesantemente i Comuni veneti perché virtuosi ed efficienti», ha proseguito il presidente dell’Anci, «ora arriva un’altra amara sorpresa dalla legge di bilancio per i sindaci. È vergognoso togliere queste risorse alle amministrazioni comunali per darle magari a chi è in disavanzo o ha i propri bilanci in rosso. Anci Veneto, anche su questo fronte, darà sicuramente battaglia perché è inammissibile quello che sta succedendo: passo dopo passo si scopre che la legge di bilancio è una penalizzazione continua per sindaci ed i cittadini». L’AREA GARDA BALDO. Ecco, per dare una prima idea, i numeri secondo la fotografia fatta dall’Anci per l’area del Garda-Baldo. Brenzone: -13 mila euro, Torri -45 mila 490 euro, Garda -22 mila 488 euro, Bardolino -37 mila 939, Lazise -4 mila 644 euro, Peschiera -9 mila 056 euro. Due le eccezioni: Malcesine, con +26 mila 480 euro e Castelnuovo con +9 mila 402 euro. Per l’entroterra: Costermano: -36 mila 297 euro, Caprino +8 mila 840, Rivoli -23 mila 384 euro, Affi -13 mila 985, San Zeno +8 mila 637, Dolcè - 52 mila 759 euro. Il Comune capoluogo, Verona, perderebbe, secondo questa divisione, 2 milioni 234 mila e 462 euro circa. Una situazione a «macchia di leopardo» che, se vede qualcuno sorridere, per la maggior parte trova invece i Comuni a doversi asciugare le lacrime e a pianificare di tagliare servizi oppure di aumentare, ove possibile, imposte e tariffe per compensare gli ammanchi, specie in termini di servizi sociali, cultura, sport e altro di simile. INIZIATO IL PRESSING. «Sono stato eletto il 27 novembre 2019 nel consiglio dell’Anci Veneto», ha detto il sindaco Benedetti, «e, qualche giorno fa, abbiamo iniziato un pressing perché, rispetto alla Finanziaria, avevamo avuto positive rassicurazioni dal sottosegretario agli Enti Locali, il vicentino Achille Variati. Purtroppo, invece, non si sono realizzate le cose che ci erano state dette e, in particolare, ci sono due aspetti estremamente importanti e gravi che penalizzano gli enti locali. Il primo è legato alle assunzioni, che ci vedono penalizzati rispetto ad altre zone d’Italia perché siamo tra i più virtuosi nel rapporto dipendenti/popolazione e, pertanto, sarà ulteriormente ridotta la possibilità di far fronte al turnover. Il momento è peraltro molto delicato per le numerose cessazioni a seguito della così detta «Quota 100». Il secondo aspetto riguarda appunto i trasferimenti, che vedono penalizzati ben 418 Comuni su 563 a causa di alcuni parametri che vanno a sfavorire i comuni virtuosi. Per Brenzone si tratta di un ulteriore ammanco di circa 13 mila euro per il solo 2020 che, comunque, non è poca cosa per un piccolo municipio come il nostro». Di qui le promesse di battaglia, da esportare in tutta Italia, grazie all’Anci Nazionale, per «cercare di evitare questa batosta che, in primis, si ripercuoterebbe da subito sui cittadini», come chiudono dall’Anci Veneto. •

Gerardo Musuraca
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