Ex base, battaglia in Consiglio
«È folle acquisire West Star»

Una galleria all’interno dell’ex base militare Nato sotto il Monte Moscal
Una galleria all’interno dell’ex base militare Nato sotto il Monte Moscal
Una galleria all’interno dell’ex base militare Nato sotto il Monte Moscal
Una galleria all’interno dell’ex base militare Nato sotto il Monte Moscal

Maggioranza e opposizione si sono date battaglia, in consiglio comunale, sull’acquisizione dell’ex base militare Nato West Star, nome in codice «Stella dell’occidente».

«Finalmente possiamo dare il via libera all’ex base militare del Monte Moscal», ha detto il sindaco Roberto Bonometti prima di mettere ai voti l’approvazione di presa in carico, a titolo gratuito, con la normativa del federalismo demaniale, dell’ex base Nato West Star. «Ringrazio chi ci ha aiutato ad arrivare a questo traguardo avendo l’opportunità di avere una struttura del genere a titolo gratuito», ha continuato il primo cittadino, «grazie quindi al generale Gerardino De Meo (l’ultimo comandante della base West Star, ndr) e alle amministrazioni che ci hanno preceduto. Questa acquisizione è importante.

Non solo per Affi ma anche per tutto il territorio circostante. Ora dobbiamo agire con prudenza e non fare passi avventati. Si dovrà dare corso ad un’indagine conoscitiva e a uno studio di fattibilità. L’obiettivo comunque è rendere fruibile quest’opera militare che si sviluppa su quindicimila metri quadrati.

«Ora», ha continuato, «inizia l’iter burocratico per l’acquisizione definitiva che si concluderà probabilmente a marzo. Ci siamo mossi per avere l’ex base anche per evitare che se ne impossessino privati che potrebbero metterci dentro materiali pericolosi come rifiuti radioattivi».

«Recentemente abbiamo visitato l’ex base militare di Soratte in provincia di Roma, un grande bunker scavato nella montagna, ora visitabile e diventato un’attrazione turistica», ha spiegato l’assessore Gianmarco Sacchiero- In un anno è stato visitato da 18mila persone. Ciò ha creato un interessante indotto economico in quella zona».

«Per quanto ci riguarda comunque», ha detto, «staremo molto attenti ai costi di questa operazione. Cercheremo anche degli sponsor per non far pesare le spese di bonifica e riconversione di questa struttura sulle tasche dei residenti. Se i costi fossero troppo onerosi potremmo anche rinunciare». Di tutt’altra opinione i consiglieri di opposizione Giuseppe Delibori, Moreno Cremonini e Monica Burato. «È pura follia acquisire un sito di queste proporzioni, di cui i cittadini di Affi a nostro parere non hanno necessità», ha tuonato Burato. «Le spese di intervento e gestione potrebbero incidere in modo pesante sui bilanci comunali e questo per avere quale tipo di ritorno e in quanti anni? Riteniamo che questo investimento sia totalmente sbagliato, inutile, frutto di puro esibizionismo di questa amministrazione specialmente nella persona del sindaco e anche degli assessori. Si dovrebbero invece destinare risorse a progetti più urgenti come la messa in sicurezza della scuola elementare. Queste sono le priorità da rispettare come richiesto dai cittadini. Abbiamo constatato, oltre a incognite e punti oscuri della delibera, gravi mancanze nella documentazione che ci è stata fornita.

Manca la planimetria dell’immobile per conoscere volumi e proporzioni interne ed esterne. Manca un preventivo dei costi delle pratiche catastali e di trasferimento al Comune dell’immobile. Manca un preventivo dell’entità delle bonifiche da effettuare e di quale tipo di materiale sono da smaltire. Manca il progetto d’uso da attuare entro tre anni, presentato con l’istanza di acquisizione, pena il ritorno dell’immobile allo stato. Nel documento dell’Agenzia del demanio manca la data e il numero di protocollo, dati essenziali per l’autenticità del documento. Con queste motivazioni», ha concluso Burato, «chiediamo il ritiro di questa proposta di delibera». Il provvedimento è stato approvato, con l’immediata eseguibilità, con i voti della maggioranza.

Contrari i consiglieri del gruppo Lega Nord-Lista mani pulite per Affi Burato, Cremonini e Delibori.

Luca Belligoli

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