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02.02.2020 Tags: Garda

Denunciate due consigliere comunali ma il pm chiede di archiviare le accuse

Il municipio di Garda
Il municipio di Garda

Le due esponenti della minoranza presentano una serie di richieste di accesso agli atti relativo ad un cantiere in corso e si trovano sotto inchiesta con le accuse di diffamazione e molestie. È accaduto alle consigliere comunali di Garda, Anna Codognola e Lorenza Ragnolini di «Garda futura», denunciate dalla proprietaria dell’immobile in via di rifacimento in via Marconi, in località Corno a Garda. L’aspetto giudiziario, però, potrebbe chiudersi a fine febbraio, salvo ricorsi in Cassazione, quando la richiesta di archiviazione della querela della proprietaria dello stabile sarà discussa davanti al gip Raffaele Ferraro. Alcune settimane fa, la pm Elisabetta Labate ha depositato la sua istanza per mandare in soffitta la denuncia presentata dalla titolare dell’immobile. L’avvocato Marta Pasquato, a nome della sua assistita, ritiene, invece, che ci siano tutti i presupposti di legge, per processare le due esponenti dell’opposizione. LA VICENDA. La vicenda ruota attorno alla ristrutturazione dell’immobile di via Marconi. A parere delle due consiglieri comunali d’opposizione, sarebbero necessarie delle verifiche su eventuali violazioni edilizie rispetto al progetto edilizio presentato in Comune. La giunta, guidata da Davide Bendinelli, ha così disposto il sopralluogo nel cantiere nel settembre scorso dal quale non sarebbero emerse irregolarità. A parere di Lorenza Ragnolini, però, quella verifica riporta solo dati parziali rispetto alle indicazioni richieste dalla stessa esponente della minoranza. Ci sarebbero state poi una serie di dichiarazioni delle due consigliere comunali e di richieste di visione fascicolo proprio sul cantiere che hanno fatto andare su tutte le furie la proprietaria dell’immobile. È così arrivata a depositare una denuncia con le accuse di molestie e diffamazione nei confronti di Ragnolini e Codognola. RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE. Il pm Elisabetta Labate ritiene, però, non fondata la querela e ha chiesto l’archiviazione. Nel suo provvedimento , parla di assenza di «contenuto offensivo della reputazione della querelante» sul reato di diffamazione. Anche per quanto riguarda le molestie, le indagate «hanno solo sollecitato controlli sull’attività in corso». In sintesi, «non ricorrono gli estremi del reato», conclude il provvedimento della procura. OPPOSIZIONE. Nel suo «ricorso» contro la decisione della procura, la legale della proprietaria parla di post su facebook e un articolo pubblicato su L’Arena nell’estate dello scorso anno, con diversi aspetti diffamatori. Di più: il legale parla di un esagerato numero di richieste di accesso agli atti tali da far rientrare la condotta di Ragnolini e Codognola nel reato di molestie. La legale ha chiesto che siano sentiti due tecnici comunali oltre al sindaco di Garda, Davide Bendinelli per fornire delucidazioni sulla vicenda. IL COMMENTO. «La storia è sempre la stessa», commenta la rappresentante della lista «Garda futura» Lorenza Ragnolini, «intimidazioni attraverso azioni penali». Il segretario comunale, afferma la, «sostiene che si tratta di vicende private quando invece stiamo parlando di accesso agli atti svolto nel ruolo di consigliere comunale». Un altro aspetto particolare della vicenda riguarda l’attività svolta con le richieste di accesso agli atti: le esponenti della minoranza hanno scoperto di essere state denunciate dalla proprietaria dell’immobile proprio con la visione dei fascicoli. •

G.CH.
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