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14.01.2018

Dal governo 560mila euro per il sito della villa romana

Gli scavi della villa romana dietro la chiesetta di San Zen de l’Oselet
Gli scavi della villa romana dietro la chiesetta di San Zen de l’Oselet

Gerardo Musuraca «Riceveremo un contributo dallo Stato di 560 mila euro per risistemare uno dei siti archeologici di epoca romana più importanti del Veneto». Lo annuncia entusiasta il sindaco di Brenzone Tommaso Bertoncelli. «L’ho saputo dall’ onorevole Alessia Rotta, grazie al cui aiuto siamo riusciti in questa impresa», ha proseguito Bertoncelli. Nei mesi scorsi anche Brenzone aveva presentato un progetto partecipando a un concorso nazionale chiamato «Bellezza@- Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati». Il governo aveva messo a disposizione 150 milioni di euro per il recupero di siti di valore culturale e, per Verona, sei sono stati approvati per un valore di 4.982.600 euro. La partamentare scaligera del Pd ha fatto da referente per questo progetto governativo, dando una mano a Brenzone. La villa si trova accanto alla chiesetta di San Zen de l’Oselet, dentro il cimitero di Castelletto, ed è l’unica di epoca romana sulla sponda orientale del Garda confrontabile con i complessi abitativi nella fascia bresciana, quali le ville di Sirmione, Toscolano e Desenzano. «È la più importante del Veneto se si valuta la tipologia costruttiva e lo stato di conservazione», aveva detto durante un sopralluogo la dottoressa Brunella Bruno, responsabile scaligera della Sovrintendenza ai beni archeologici del Veneto. La villa romana era stata ritrovata nel 2005 e successivamente erano stati riportati alla luce alcuni resti perfettamente conservati durante i lavori di ampliamento del cimitero, tra i quali un pavimento a mosaico e un sistema di riscaldamento a terra del tutto simile ai più moderni impianti oggi. Era avvenuto anche il ritrovamento di alcuni oggetti, tra cui una fibula femminile, con tanto di meccanismo funzionante, di scarso valore economico ma di sorprendente valore storico. A seguire i lavori di recupero era stata, fino al 2009, l’amministrazione comunale guidata dall’allora sindaco Giacomo Simonelli grazie a contributi della Sovrintendenza, a fondi regionali e comunali e il sito archeologico era stato messo in sicurezza. Poi l’amministrazione di Rinaldo Sartori si era spesa per cercare di migliorare la situazione. Con l’avvento dell’amministrazione Bertoncelli, infine, grazie alla Pro loco guidata da Lorena Pinamonte, la villa era stata riaperta per visite guidate e, solo nel 2016, oltre mille persone in pochi giorni sono andate a vedere il sito. «Il nostro progetto destinatario del contributo», spiega il il sindaco, «prevede una copertura a protezione dei reperti che consenta di riportare alla luce quanto già trovato con gli scavi del 2007-2008 rendendo visibile un percorso culturale e multimediale tra gli scavi con l’ausilio di una passerella pedonale nei pressi della villa». Sarà inoltre creato un punto museale e informativo con esposizione dei reperti archeologici rinvenuti durante gli scavi e ora depositati nella Sovrintendenza, e la cosiddetta Pietra di Castelletto, reperto risalente a più di quattromila anni fa, con importanti incisioni rupestri. «Sarà fatto uno studio dei percorsi per il sito archeologico, per il cimitero e per il luogo di culto insistente sull’area archeologica. Da ultimo, anche una ricostruzione tridimensionale del sito», dice Bertoncelli. «Per conoscere meglio i tempi e i dettagli del finanziamento attendiamo la comunicazione ufficiale dalla Presidenza del Consiglio», commenta il sindaco, «ma essere destinatari di un contributo nazionale con ben 273 progetti approvati dopo un avviso che ha visto partecipare oltre 7.500 luoghi da tutta Italia è sinonimo di preparazione e professionalità da parte del Comune, che ha saputo valorizzare le sue ricchezze culturali». Per inciso, il progetto della villa romana di Castelletto si trova al posto numero 173 della classifica generale di 15 pagine, pubblicata a metà dicembre sul sito della presidenza del consiglio. •

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