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16.02.2018

Da portare in superficie 40 tonnellate di laterizi

I subacquei in azione con l’ausilio della Guardia Costiera
I subacquei in azione con l’ausilio della Guardia Costiera

Mercoledì mattina, nello specchio d’acqua davanti al porticciolo del Casinò di Gardone Riviera, nel Bresciano, è emerso il primo cesto metallico pieno di laterizi proveniente dalla stiva del barcone da lavoro affondato a novembre sulla condotta fognaria sublacuale. Questo carico è il primo di una lunga serie, che terminerà fra tre settimane, quando l’intera chiatta sarà svuotata del pesante fardello di pietrame che finora ne impedisce il recupero. Non sarà in ogni caso una passeggiata per le due squadre degli operatori tecnici subacquei della Athos Diving di Malcesine, che in questi giorni dovranno riempire sul fondale le ceste metalliche con il pietrame. Di volta in volta il carico risalirà in superficie grazie a palloni d’aria: recuperato dal personale a bordo di un gommone, sarà trascinato verso riva e sollevato con un escavatore. Le pietre svuotate in un cassone saranno in seguito portate allo smaltimento. Stiamo parlando di un carico di laterizi stimato tra le 30 e 40 tonnellate: «Il barcone è pieno di pietrame», spiegano i sommozzatori, «ma non è chiaro se si tratta solo di questo o invece ci sono anche parti di materiale edile del cantiere». Considerate le condizioni di lavoro sul fondale a 30 metri di profondità, la giornata lavorativa delle squadre dei sommozzatori è suddivisa in sole due ore di immersioni al mattino, quattro di pausa e altre due di lavoro nel pomeriggio. Al termine delle operazioni di svuotamento prenderà il via la seconda e più delicata fase finale, quella del recupero della bettolina. Operazione anche questa a carico della ditta armatrice. Ufficialmente non sono ancora state comunicate le modalità di recupero, ma par di capire che saranno utilizzate le procedure dei due precedenti tentativi. L’imbarcazione, attualmente tenuta in sicurezza con delle catene agganciate a riva, sarà sollevata dal fondale con palloni d’aria e in seguito trainata in superficie permettendo poi ai tecnici di Garda Uno di sistemare definitivamente il tratto di tubatura rimasto a lungo in pressione sotto il peso dell’imbarcazione. •

L.SCA.
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