Croce del Baldo, si indaga Carabinieri in municipio

Il municipio di Malcesine dove sono stati i carabinieri
Il municipio di Malcesine dove sono stati i carabinieri

Visita dei carabinieri in municipio a Malcesine. Quattro uomini dell'Arma, in borghese, alcuni giorni fa, si sono presentati in Comune, entrando nell'ufficio tecnico e in quello della polizia municipale. I militari sono rimasti nella sede dell'ente pubblico in piazza Statuto per tutta una mattinata. Le forze dell'ordine hanno visionato documenti e vari atti pubblici, in particolar modo quelli relativi alla tanto discussa croce astile. «Siamo abituati alle denunce in Procura. È tipico di qualcuno. Spero che presto verrà fuori chi è», si è limitato a commentare sull'episodio il sindaco Giuseppe Lombardi, senza però entrare più nel dettaglio. «Non posso dire nulla». Sulla vicenda ci sono quindi indagini in corso da parte dei carabinieri. Si tinge quindi di giallo la questione legata al piano di installare la croce astile di 18 metri di altezza dedicata a Papa Wojtyla in cima al Baldo, non distante da Tratto Spino, da parte della società PGP2 srl, in seguito a un accordo con lo stesso Comune di Malcesine. Tutto è partito lo scorso novembre, quando l'intesa tra le parti è stata approvata in consiglio comunale con i voti favorevoli della maggioranza con la concessione all'impresa di un terreno di 625 metri quadrati situato tra l'arrivo della funivia a Tratto Spino e la chiesetta della Madonna della Neve, per la posa della croce astile realizzata oltre vent'anni fa dall'artista romano Andrea Trisciuzzi dedicata a Papa Giovanni Paolo II. In poco più di cinque mesi la questione ha avuto ampio risalto, anche a livello nazionale, scatenando pure non poche polemiche. Prima le minoranze consiliari hanno attaccato la maggioranza criticando l'operazione sia dal punto di vista dell'impatto ambientale sia da quello dei costi e della trasparenza. I due gruppi di opposizione hanno così lanciato una petizione on line sulla piattaforma Change.org che ha superato ad oggi le 28mila firme digitali. A rincarare la dose sono poi arrivate le bordate delle associazioni ambientaliste, fermamente contrarie al progetto di posizionare l'imponente opera d'arte sulla vetta del Baldo con «le opere annesse». Proprio dalla vicenda legata alla croce votiva è nato pure un comitato, Amiche e amici del Baldo, presieduto da Graziano Berti, il quale nelle scorse settimane ha inviato anche una lettera al sindaco di Malcesine per tentare di farlo ritornare sui propri passi e non consentire il «trasloco» del manufatto in cima all'Hortus Europae. La questione è stata discussa pure a Venezia, con un'interrogazione presentata dalla consigliera regionale Cristina Guarda, che non ha lesinato critiche in merito al piano. Al riguardo però la Regione ha confermato il via libera all'autorizzazione al mutamento di destinazione dell' uso civico del terreno accogliendo le precisazioni del Comune sull'opera che aveva risposto ai chiarimenti richiesti dagli stessi uffici regionali in merito all'interesse pubblico del piano. Per l'aspetto ambientale invece è atteso il parere della Soprintendenza. Una delle ultime azioni, in ordine di tempo, è stata la presa di posizione dell'associazione Mountain Wilderness, la quale, in rappresentanza anche degli altri gruppi ambientalisti, ha presentato un ricorso straordinario al presidente della Repubblica per cercare di bloccare l'operazione e quindi l'installazione della croce sul Baldo. Sul tema, infine, le associazioni ambientaliste stanno predisponendo una raccolta firme per proporre un referendum comunale da sottoporre al Comune di Malcesine. L’ultimo capitolo della vicenda è stata quindi proprio la recente visita dei carabinieri in municipio, da cui potrebbero esserci possibili sviluppi. •.

Emanuele Zanini

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