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30.01.2020 Tags: Costermano sul Garda

Comitato pronto a manifestare contro gli odori di Italpollina

Un momento della serata
Un momento della serata

Sono pronti a tornare a manifestare come nel 2018 con marce, blocchi e altre forme di protesta eclatanti nei confronti di Italpollina. Ad affermarlo sono i rappresentanti del comitato Pro Life, che dal 2014, anno in cui è stato fondato, lotta per contrastare l'emissione degli odori dallo stabilimento dell'azienda di Rivoli, specializzata nel trattamento di deiezioni avicole in modo industriale ricavandone fertilizzanti organici. L'occasione è stato l'incontro organizzato dallo stesso comitato nella sala civica di Costermano e promosso dalla lista civica «Siamo Costermano» guidata dal consigliere comunale di opposizione Augusto De Beni, già candidato sindaco. Il presidente di Pro Life Luigi Boldo e lo stesso De Beni hanno ribadito che «è arrivato il momento di intervenire una volta per tutte. Gli odori emessi dalla ditta non possono rovinarci la vita. Siamo preoccupati. L'azienda deve dare risposte». Nel sopralluogo di Arpav, Ags, Azienda gardesana servizi, e un tecnico comunale di Rivoli dello scorso dicembre, è emerso tra l'altro come manchi traccia dello smaltimento di oltre 5.700 metri cubi di materiale conferito all'azienda. Dopo il controllo, la Provincia ha emesso una diffida nei confronti dell'impresa rivolese, tenuta a rispettare le prescrizioni dell'Aua, Autorizzazione unica ambientale, e rispettare il divieto di scarico e l'obbligo di gestione dei rifiuti liquidi. Se Italpollina non si adeguerà rischia l'avvio della procedura per la revoca dell'autorizzazione e la conseguente chiusura dell'impianto. «Questa situazione non è più accettabile», ha sottolineato il presidente del comitato, che non ha escluso, qualora non venissero presi provvedimenti concreti, a presentare un esposto in Procura, ribadendo, con gli altri intervenuti, che l'intenzione non è far chiudere l'impresa, ma tutelare la salute pubblica e avere risposte chiare. Il pubblico ha manifestato la sua preoccupazione: più di qualcuno ha testimoniato la presenza di continui odori che ammorbano il territorio circostante la multinazionale, e che, sempre secondo gli abitanti della zona, sono più intensi e insopportabili da poco più di tre anni. Sia il comitato che gli intervenuti al dibattito intendono spingere affinché si effettuino altri rilevamenti dei fumi che fuoriescono dai camini dello stabilimento, ma chiedono che si analizzi pure il terreno attorno alla ditta per avere la certezza che non abbia subito contaminazioni di alcun tipo. Anche perché, è stato ribadito all'incontro da De Beni e da Boldo - affiancato anche dal segretario del comitato Mario Arduini, consigliere comunale a Rivoli, che nel suo intervento ha spiegato il funzionamento tecnico dell'impianto - «non si capisce bene come vengano trattati i liquidi di scarico, anche alla luce dei risultati del sopralluogo di dicembre». L'unico amministratore presente alla serata, come tra l'altro ha sottolineato con rammarico De Beni, è stato il sindaco di Rivoli Armando Luchesa, che, dopo aver ricostruito la vicenda e le azioni che il Comune ha messo in campo a tutela del territorio, ha ammesso come «a volte noi sindaci ci sentiamo un po' soli. Abbiamo bisogno di una comunità attiva. Occorre fare squadra». •

EM.ZAN.
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