UNA VITA SPEZZATA

Chiara, una ragazza modello, laureata e commessa, con la pallavolo nel cuore

Il ricordo di chi l'ha sconosciuta. Sempre pronta ad aiutare con i bambini e in parrocchia
Chiara Ugolini con la maglia del Volley Palazzolo
Chiara Ugolini con la maglia del Volley Palazzolo
Chiara Ugolini con la maglia del Volley Palazzolo
Chiara Ugolini con la maglia del Volley Palazzolo

Chiara dolce Chiara. Bionda, buona e alta fin da bambina, quando già le piaceva giocare a pallavolo insieme alle amichette di Fumane. Chiara dal sorriso inconfondibile, traboccante di fiducia verso il prossimo e piena di progetti. Chiara sempre disponibile, dalle attività in parrocchia come animatrice durante i campeggi estivi alle attività della Volley Palazzolo in palestra, nei campi da gioco e nelle scuole durante i «tour» insieme a dirigenti e allenatori della società sportiva di Sona per convincere i bambini a cimentarsi con la pallavolo sottorete o in difesa.

 

Perché a Chiara i bambini piacevano, e si vedeva da come sapeva stare in mezzo a loro o parlare con loro. Anche durante un viaggio in Africa, nel 2019, insieme a un’amica, aveva voluto passare del tempo con i bimbi dei posti che aveva visitato. Chiara che adorava i viaggi, che credeva nella sincerità ed era spontanea al punto da dire sempre quello che le passava per la mente.

 

Era una ragazza speciale e normale al tempo stesso Chiara Ugolini, 27 anni, assassinata domenica da un vicino di casa a Calmasino nell’appartamento in via Verona dove era andata a vivere l’anno scorso con il compagno Daniel Bongiovanni, di Garda. Diretta e gentile, aveva saputo mettere a frutto le sue qualità e farsi apprezzare anche lavorando come commessa nel negozio di abbigliamento del papà del suo fidanzato. Una ragazza come tante e come nessuna, Chiara, la cui tragica fine però ha sconvolto la comunità dove è stata bambina ed è diventata donna, ha giocato nel parco vicino casa e scelto un passo dopo l’altro che cosa fare da grande.

 


La ventisettenne è cresciuta senza grilli per la testa in un quartiere residenziale tranquillo nella piccola comunità di Fumane con il papà Luigi, pensionato, la mamma Oriana Bonato, cuoca per la mensa dei bimbi della scuola dell’infanzia, il fratello Andrea. Una famiglia oggi distrutta dal dolore per la morte violenta di una figlia e sorella tanto amata. I nonni materni, scomparsi tutti e due da poco, erano molto conosciuti perché storici gestori di un frequentato bar in centro paese. Zii e altri parenti sono a pezzi. Anche i vicini di casa, nel quartiere a due passi dalla chiesa parrocchiale e dal centro, sono tristissimi e smarriti all’idea di non rivedere mai più quella ragazza che salutava sempre e portava spesso a passeggio il suo cane.

 

«La sua perdita così prematura è una tragedia immensa, che ci lascia attoniti e sgomenti», afferma il sindaco di Fumane, Daniele Zivelonghi. È scioccato, parla a nome dell’amministrazione comunale e dell’intera comunità. «Esprimo a nome di tutti i fumanesi le condoglianze ai familiari di Chiara, conosciuti e stimati nel capoluogo. La mamma collabora con una cooperativa che presta servizio per il Comune nelle nostre scuole. Sono e siamo a disposizione per qualsiasi necessità della famiglia».

 

Chiara era intelligente e determinata negli studi. Nemmeno il lockdown, le lezioni a distanza e le difficoltà a catena generate dal Covid nell’ultimo anno e mezzo l’avevano distratta o frenata dall’obiettivo di laurearsi in Scienze politiche all’Università di Padova. Obiettivo raggiunto nell’ottobre 2020, quando la giovane fumanese ha discusso la tesi e festeggiato con la famiglia, le amiche e gli amici del cuore, il fidanzato Daniel.

 

«Era un bel periodo, per Chiara. Stava bene, era felice», ricorda commosso il dirigente sportivo del Volley Palazzolo, Mario Zorzi, che non esita a definirla una ragazza modello. Chi la conosceva non ha dubbi, lei era proprio così: un esempio per i giovani che amano lo sport, un’amica insostituibile su cui poter contare sempre, un’allieva diligente, impegnata e collaborativa impossibile da dimenticare.

 

«Chiara era solare e buona come il pane, a scuola andava d’accordo con tutti», rivela Maria Pia Cottini, professoressa di Lettere al liceo Calabrese-Levi di San Floriano, che è stata sua insegnante nel biennio di Scienze umane. «Conservo un ricordo molto bello di lei e del sorriso che aveva sempre sul volto, con cui esprimeva tanta serenità. Chiara era quel sorriso».

 


Affranto anche don Emanuele Novelli, parroco dell’Unità pastorale Fumane, Cavalo e Mazzurega, che invita la comunità cristiana a pregare per stringersi al dolore della famiglia di Chiara Ugolini. «Preghiamo per essere d’aiuto alla mamma e al papà, al fratello, agli zii e a tutti coloro che l’hanno amata», conclude il prete. «Non tanto per superare, ma almeno per provare a sopportare una tragedia così grande».

Camilla Madinelli

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