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28.02.2020

Stop agli insulti agli arbitri Cento calciatori a confronto

Calciatori del Baldo Junior Team e arbitri nella sala civica Turri
Calciatori del Baldo Junior Team e arbitri nella sala civica Turri

Basta insulti e imprecazioni rivolti all’arbitro. Largo invece al rispetto delle regole e di tutte le persone in campo, da insegnare prima di tutto ai calciatori del settore giovanile. Convinti di questo assunto la società sportiva Baldo Junior Team, l’assessorato allo sport di Cavaion e la sezione veronese dell’Associazione italiana arbitri (Aia) hanno promosso nella sala Turri in corte Torcolo, un incontro a tu per tu tra gli arbitri Mario Gennaro e Gianluca Baciga e i calciatori delle categorie Esordienti 2007, Giovanissimi 2006 e 2005, Allievi 2004 e 2003. Oltre un centinaio i ragazzi che hanno partecipato, insieme a una trentina di allenatori, dirigenti sportivi e genitori, riempendo la sala da 130 posti e ascoltando quali sono le regole del calcio che un arbitro è tenuto a far rispettare. Chiedendo, magari, altrettanto rispetto nei suoi confronti. «È questione di civiltà, oltre che di buona educazione», sottolinea il consigliere comunale di Cavaion con delega allo sport Federico Arena, 22 anni, da due arbitro federale e già con due episodi da dimenticare. L’ultimo è avvenuto lo scorso dicembre, proprio a Cavaion. «Mi è stato contestato in modo pesante un rigore assegnato», spiega. «Poi mi sono spiegato con chi ha lanciato offese per quello che credeva un errore e che invece non lo era, ma è stato piuttosto spiacevole». Indimenticabile poi la sua seconda partita, da arbitro, ad Avesa: «Dovetti sospenderla perché gli insulti erano tali da non poter proseguire», spiega. «Alla società sportiva chiamata in causa arrivò una multa salata. Non è così, però, che si cresce nella cultura sportiva». Dello stesso avviso l’assessore cavaionese allo sport, Angelo Indelicato: «Frequento i campi da calcio ogni fine settimana per seguire mio figlio. Mi amareggia notare ancora genitori e nonni che insultano gli arbitri per delle banalità. Non è l’esempio che dobbiamo dare ai ragazzi. Oltre alla pessima figura siamo così sicuri di conoscere le regole così bene da essere sempre dalla parte della ragione?». Sulla formazione e sul far play dei suoi calciatori il Baldo Junior Team lavora da anni con giocatori, allenatori e dirigenti sportivi, famiglie. «I ruoli vanno rispettati, anche quello dell’arbitro, e poi bisogna accettare che ci possano essere errori», afferma il presidente della società, Marino Gaiardoni. «La serata con gli arbitri ha colpito nel segno: i ragazzi sono rimasti impressionati dalla quantità di regole che esistono e si sono resi conto di quanto sia difficile dirigere una partita». I rappresentati dell’Aia veronese hanno spiegato con schede e filmati le regole del calcio, comprese le ultime modifiche al regolamento di gioco, lieti di avere davanti una platea di ragazzi così numerosa. •

C.M.
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