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20.03.2019

Palazzoni, giudizio immediato per il sindaco

L’ex lottizzazione Castello a Cavalcaselle
L’ex lottizzazione Castello a Cavalcaselle

Niente udienza preliminare per il sindaco di Castelnuovo del Garda Giovanni Peretti, per la sua vice Ilaria Tomezzoli e per l’architetto Fiorella Carloni, responsabile dell’Area tecnica edilizia privata e urbanistica del Comune. Tutti e tre hanno chiesto il giudizio immediato nel procedimento penale che li vede coinvolti con l’accusa di concorso in abuso d’ufficio nella vicenda che riguarda l’accordo pubblico-privato siglato due anni fa dal Comune con la società Mdc srl per la riqualificazione dell’area dell’ex lottizzazione Castello nella frazione Cavalcaselle. L’UDIENZA PRELIMINARE era prevista il 21 marzo: il giudice per le indagini preliminari (gup) avrebbe dovuto decidere se archiviare il procedimento o rinviare a giudizio gli indagati come richiesto dalla pubblico ministero Valeria Ardito, ma pochi giorni fa gli amministratori (difesi dall’avvocato Luca Tirapelle) e la funzionaria comunale (difesa dall’avvocato Filippo Vicentini) hanno optato per il giudizio immediato, ottenendo la fissazione della prima udienza del processo a fine giugno. Il giudizio immediato è un procedimento speciale che consente di saltare la fase dell’udienza preliminare. Venendo esclusa la possibilità dell’archiviazione, gli effetti sono equiparabili al rinvio a giudizio, con la differenza che la scelta non viene presa dal gup bensì, in questo caso, dagli indagati che chiedendo di essere sottoposti a processo diventano imputati. Il ricorso al giudizio immediato garantisce celerità rispetto all’iter ordinario, ma è anche una strategia difensiva a cui si ricorre quando si ritiene che gli elementi raccolti dal pm durante le indagini porterebbero comunque a un rinvio a giudizio. «Siamo sereni e per questo abbiamo chiesto il giudizio immediato, vogliamo uscire al più presto da questo incubo», commenta il sindaco Giovanni Peretti. «So di non aver fatto nulla e che la mia amministrazione non ha favorito nessuno», prosegue, «abbiamo sempre pensato all’interesse pubblico nel sistemare i palazzoni di Cavalcaselle, su cui gravano ventisette anni di storia e di miseria. Questo è stato il motivo per arrivare all’accordo con la società». Parole condivise dalla vicesindaco Ilaria Tomezzoli: «Siamo convinti che questa vicenda si concluderà positivamente e auspichiamo che il processo si concluda in tempi brevi». Dopo la memoria depositata l’anno scorso in seguito alla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, è probabile che nella fase del dibattimento Peretti, Tomezzoli e Carloni incarichino un consulente tecnico di parte per effettuare una perizia da contrapporre alla consulenza disposta dalla pm Ardito. L’ACCORDO tra il Comune e la società Mdc srl (costituita nel gennaio 2015, cinque giorni prima dell’asta giudiziaria in cui si è aggiudicata il fallimento a 975mila euro) è stato approvato dal Consiglio comunale nel febbraio 2017 con i voti favorevoli della maggioranza e la contrarietà dei consiglieri di opposizione. Fulcro dell’accordo è la demolizione di tre dei sette condomini dell’ex fallimento Castello (l’ottavo era stato ceduto ai creditori, ma è anch’esso incompiuto) con la possibilità concessa al privato di recuperare quasi tutta la volumetria in demolizione edificandola in un’altra area individuata in zona lago (località Ronchi) nel terreno di 20mila metri quadrati di proprietà comunale. Terreno che nell’accordo il Comune si è impegnato a cedere a Mdc srl per 200mila euro: 10 euro a metro quadrato, stabiliti usando come parametro le tabelle provinciali per gli espropri sui terreni agricoli. Uno scambio impari, hanno sempre sostenuto i consiglieri di minoranza, in cui non si sarebbe tenuto conto del valore generato dalla trasformazione residenziale dell’area nell’appetibile zona lago. È stata la consigliera di minoranza Cinzia Zaglio a far partire le indagini della Procura segnalando con un esposto il presunto fatto illecito. In seguito alle vicende giudiziarie l’accordo è stato congelato: dopo la demolizione del primo condominio, Mdc non ha proseguito con l’abbattimento degli altri due, né è stato portato avanti l’acquisto dell’area di proprietà comunale. Quanto alle spese legali, sono anticipate dal Comune per la dipendente, mentre sindaco e vicesindaco devono sostenerle di tasca propria chiedendo all’ente un eventuale rimborso in caso di proscioglimento. •

Katia Ferraro
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