CHIUDI
CHIUDI

18.07.2019

Brenda, resettato il cellulare del compagno

Trecentossesantacinque giorni senza avere notizie di Maria Aparecida Soares chiamata Brenda scomparsa la sera del 18 luglio 2018
Trecentossesantacinque giorni senza avere notizie di Maria Aparecida Soares chiamata Brenda scomparsa la sera del 18 luglio 2018

Trecentosessantacinque giorni di silenzio: è trascorso un anno dalla sera del 18 luglio 2018, quando Maria Aparecida Soares, detta Brenda, scomparve misteriosamente da Camalavicina, frazione di Castelnuovo del Garda. Un anno in cui si è persa ogni sua traccia. Impossibile contattarla perché il suo cellulare, soldi, documenti e altri effetti personali, è rimasto nella casa condivisa con l’ex compagno Andrea Felicetti. Il cui cellulare, dopo lo smartphone e il tablet della donna, è stato posto sotto sequestro alla fine dello scorso marzo dalla Procura di Verona che sul caso indaga a tutt’oggi per omicidio a carico di ignoti. I contenuti del telefono di Felicetti sono stati analizzati dal tecnico Alessandro Farina, nominato dal pm Ormanni. «Alcuni elementi emersi dalla perizia non possono essere divulgati perché coperti dal segreto istruttorio», riferisce l’avvocato Roberta Micheletti, che tutela gli interessi della figlia e dell’ex marito di Brenda, Gabriela e Ignazio Venturi che vivono a Soave. Ciò che si può dire, prosegue Micheletti, «è che il telefono risulta essere stato resettato in dicembre, qualche mese prima del sequestro, e che tra il 18 e il 19 luglio la perizia mostra un anomalo buco di conversazioni e attività che fa ipotizzare una cancellazione selettiva dei dati, anche se non possiamo stabilirlo con certezza. Appena abbiamo letto la perizia abbiamo presentato delle istanze alla Procura per ottenere ulteriori dati», aggiunge Micheletti, che si è avvalsa della collaborazione del perito informatico Luigi Nicotera, nominato consulente di parte. «La speranza», conclude la legale parlando anche a nome della figlia Gabriela, «è che il caso non venga archiviato e le indagini raggiungano la verità». PER RICORDARE Brenda le sue amiche hanno organizzato per oggi a mezzogiorno un nuovo presidio alla stazione ferroviaria di Peschiera del Garda, luogo simbolo perché qui il suo compagno afferma di aver trovato sei giorni dopo la scomparsa la bici usata dalla donna ma soprattutto perché la mattina del 18 luglio Brenda si rivolse agli uomini della Polizia ferroviaria per chiedere aiuto, impaurita perché temeva che il suo compagno le facesse del male. In quel periodo i loro rapporti erano burrascosi: Brenda era certa che lui la tradisse con un’altra donna. Quando fu invitata a formalizzare la denuncia, lei però si tirò indietro. Quel giorno raggiunse il compagno sul luogo di lavoro e dopo aver preso la sua auto fece alcune commissioni in città, come ricostruito da Felicetti e confermato da alcune amiche che Brenda aveva chiamato. La sera tornarono a casa insieme in macchina, ma è probabile che anche durante quel viaggio siano sorti litigi. L’amica Georgiana ha riferito che Brenda la contattò per chiederle se poteva andare a dormire da lei a Roncà quella sera, lei acconsentì ma le disse che non poteva andare a prenderla a Camalavicina: Brenda rispose che le avrebbe fatto sapere poco come si sarebbe organizzata, ma non lo fece. Da quel momento il silenzio: intorno alle 20 non rispose nemmeno alle chiamate della figlia Gabriela. •

Katia Ferraro
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1