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26.10.2019

Al lido Ronchi sarà costruita una biopiscina

Il lido Ronchi a Castelnuovo come si presenta ora FOTO PECORA
Il lido Ronchi a Castelnuovo come si presenta ora FOTO PECORA

Parte dalla riqualificazione del lido Ronchi la progettualità che l’amministrazione comunale di Castelnuovo del Garda vuole portare nel campo turistico. Ieri il sindaco Giovanni Dal Cero e il consigliere delegato al Commercio Andrea Adami hanno presentato l’idea che porterà a ridisegnare l’area di proprietà comunale affacciata sulla passeggiata a lago al confine con Lazise, costituita da una struttura adibita a bar-ristorante con annessi parco e parcheggio, beni e servizi oggi gestiti attraverso un contratto di concessione d’uso che scadrà a fine dicembre. «Il lido Ronchi è la nostra vetrina e così com’è ora non è gradevole», hanno spiegato Dal Cero e Adami. «Come abbiamo inserito anche nel nostro programma elettorale, vogliamo aprire il nostro Comune al lago di Garda e svilupparlo dal punto di vista turistico». Per farlo è stato individuato il project financing, strumento attraverso cui gli enti pubblici possono avvalersi di soggetti privati per progettare e finanziare opere pubbliche, dalla cui gestione in concessione il privato può rientrare nei costi sostenuti e generare profitto. Con una delibera di Giunta approvata nei giorni scorsi è stato definito l’atto di indirizzo della procedura, che a breve porterà alla pubblicazione sul sito del Comune dell’avviso per la manifestazione d’interesse da parte degli operatori economici. «Dovrà essere un progetto che valorizzi il territorio e sostenibile dal punto di vista economico-finanziario», ha sottolineato il sindaco, «i soggetti privati interessati dovranno indicare la loro proposta di riqualificazione, il costo realizzativo e la durata della concessione». Nella delibera sono stati inseriti quattro punti ritenuti prioritari di cui i proponenti dovranno tener conto. Innanzitutto la realizzazione di una biopiscina all’aperto, ovvero un laghetto artificiale balneabile in cui l’acqua non viene trattata con prodotti chimici ma attraverso sistemi naturali di filtrazione che possono comprendere l’utilizzo di piante acquatiche come i canneti, noti per la loro capacità di fitodepurazione. Idea, ha illustrato Adami, a cui si è pensato perché lungo buona parte del lido Ronchi le acque del lago non sono balneabili vista la vicinanza al rio Dugale. Ritenuta prioritaria anche la ristrutturazione dell’edificio esistente, con la possibilità di demolirlo e ricostruirlo e ampliarlo. «Far vivere il lido tutto l’anno significa anche garantire la sicurezza lungo la passeggiata a lago, punto critico soprattutto nei mesi di bassa stagione», ha osservato Dal Cero. Previste poi la realizzazione e gestione di servizi igienici pubblici usufruibili anche dai non clienti del bar e la «contestualizzazione funzionale e infrastrutturale con l’adiacente parco comunale del lago». «Ciò», ha precisato dal Cero, «significa che chi realizzerà il nuovo lido dovrà tener conto che alle sue spalle sarà realizzato un parco naturalistico, rispetto a cui dovrà essere armonico». A livello di procedura, dopo la pubblicazione dell’avviso esplorativo seguiranno trenta giorni entro cui i privati interessati potranno presentare una proposta. Poi una commissione valuterà i progetti presentati approvando quello ritenuto migliore. Trattandosi di project financing, il proponente potrà aggiudicarsi comunque il bando adeguandosi all’offerta migliorativa di un eventuale altro soggetto economico partecipante. Lo sguardo temporale è orientato alla prossima primavera. «Chi si aggiudicherà l’intervento», ha concluso Adami, «potrà eseguire i lavori a stralci realizzando la biopiscina e un restauro lieve alla struttura, per procedere in seguito con altri lavori». •

Katia Ferraro
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