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25.07.2019

Sicurezza, il Prefetto invita al dialogo

Sindaci, rappresentanti dei Comuni e forze dell'ordine
Sindaci, rappresentanti dei Comuni e forze dell'ordine

Nuovo incontro di ascolto in provincia con il comitato di ordine e sicurezza Pubblica ieri . Il Prefetto di Verona, Donato Cafagna ha riunito sindaci, rappresentanti delle Forze dell’ordine, delle associazioni di categoria e del lavoro della zona del Baldo. «La scelta di venire e di incontrare sul territorio i sindaci, i rappresentanti delle associazioni di categorie è un’esigenza nata appena sono arrivato qui a Verona», ha affermato il Prefetto, «mi sono reso conto che questa è una provincia complessa e importante tanto quanto il capoluogo. Qui occorre sviluppare delle azioni che partano dall’ascolto del territorio fino a delineare una strategia comune per garantire un livello di sicurezza e di qualità della vita adeguati ai cittadini, oltre a garantire che ci siano le condizioni per un continuo sviluppo economico dei nostri territori». Tra i tanti obiettivi da perseguire a fronte di questo scambio con i territori, il Prefetto ne ha individuati alcuni a partire dalla ricerca di uno strumento che permetta lo scambio d’informazioni sulla sicurezza. Bisogna poi trovare linee di intervento sul territorio per prevenire fenomeni di illeciti e degrado. Tra i vari obiettivi da perseguire, c’è anche quello di promuovere piani di intervento tra più Comuni su tematiche come la polizia locale, la sicurezza, la viabilità e la tutela dell’ambiente. Fari accesi e puntati anche sulla videosorveglianza, tema sul quale molte Giunte stanno lavorando da tempo con nuove installazioni di telecamere e nuove idee per monitorare il territorio. Sono intervenuti anche i rappresentanti delle Forze dell’Ordine e delle istituzioni, il vicario del Questore di Verona, Giuseppe Maggese, il colonnello Ettore Bramato, comandante provinciale dei carabinieri, il comandante della Guardia di finanza veronese, il tenente colonnello Paolo Della Giorgia e quello dei Vigili del Fuoco, Nicola Micele. Quest’ultimo ha avanzato la richiesta di poter avere un distaccamento di volontari in Valpolicella perché ha mostrato un aumento esponenziale degli interventi negli ultimi dieci anni. «L’obiettivo è quello di costruire insieme un percorso condiviso per la sicurezza non solo contro la criminalità ma anche per la tutela dell’incolumità pubblica» ha infine spiegato il Prefetto. Si tratta di un metodo di lavoro che avevo adottato anche Taranto e nella Terra dei Fuochi. Il confronto aumenta la possibilità di operare in maniera positiva». Dall’altra parte della sala, in ascolto c’erano i sindaci e i rappresentanti di tutta la zona tra l’entroterra del Garda e la Valpolicella, unici due assenti Dolcè e Sant’Anna d’Alfaedo. Dopo aver ascoltato gli obiettivi, hanno elencato le criticità dei propri paesi tra le molte i temi ricorrenti sono stati quelli legati a sicurezza e viabilità di strade come la provinciale Pastello dove, come lamentato dall’assessore Giuseppe Bonazzi «è una strada che si presta molto bene ai rally motociclistici, è da pazzi». Sarebbero però diverse le strade, tra cui diverse provinciali, dove gli amministratori locali chiedono di intervenire per garantire al cittadino e al turista una maggiore sicurezza con interventi mirati. Una rosa di richieste tutte volte alla possibilità di avere un territorio più sicuro e sul quale si possa intervenire con maggiore elasticità. «Spesso noi ci troviamo in condizioni di non sapere come muoverci» ha affermato il sindaco di Caprino, Paola Arduini, «arriva il problema, dal più banale a quello più importante e purtroppo la burocrazia a volte ci frena. Sul tavolo ci sono veramente tanti problemi». Il sindaco di Affi Roberto Bonometti, diversamente dai suoi colleghi, ha affrontato la questione delle verifiche igienico-sanitarie nei centri di accoglienza, chiedendo apertamente di chi siano di competenza, se dei Comuni o della Prefettura, oggi che il Prefetto è cambiato. «Le ho sempre fatte fare io dall’Ulss», ha affermato Bonometti, «ora vorrei capire chi le deve fare. Nel tempo io ho visto che nelle camere da 2 persone dormivano in 6. Devo però dire di essere stato fortunato negli anni, perché non ho avuto problemi sulla salute dei migranti arrivati nel mio Comune». •

A.O.O.
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