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23.05.2019

Sette cinghiali attraversano la strada

Un cinghiale ripreso mentre attraversa la strada a Selvole
Un cinghiale ripreso mentre attraversa la strada a Selvole

Si moltiplicano gli avvistamenti di cinghiali a Caprino. Dopo l'episodio di martedì mattina, ovvero un cinghiale segnalato da alcuni passanti tra la casa di riposo Villa Spada e l'ufficio postale del paese, poi soppresso dalla polizia provinciale, spuntano fotografie e video nei quali altri cittadini hanno immortalato il passaggio di altri ungulati in diversi punti del territorio caprinese. Sempre martedì mattina, in località Selvole, lungo la strada che collega Caprino con Vilmezzano, sono stati avvistati almeno sette esemplari di cinghiale che hanno attraversato in tutta velocità la carreggiata, scavalcando con un balzo un muretto per poi dileguarsi tra i prati circostanti. Una scena simile si è presentata anche lunedì mattina, quando un altro ungulato è stato notato da alcuni residenti in località Braga. Era in mezzo alla strada che unisce la frazione con la provinciale che collega Caprino a Spiazzi. Le segnalazioni sono confermate anche da Tiziano Zanetti, presidente del Comprensorio alpino di Caprino, che con l'occasione torna a sottolineare con forza l'emergenza. «La situazione non è grave, è gravissima. Se non si interviene subito, questi episodi saranno sempre più frequenti, all'ordine del giorno o quasi. I cinghiali continuano a proliferare, moltiplicandosi. È una situazione fuori controllo». Il problema per Zanetti rimane normativo e legislativo. «Purtroppo i cacciatori continuano ad avere le mani legate. Se non cambiano i relativi regolamenti, il cinghiale continuerà a prolificare, sempre di più». Zanetti punta il dito sulla discussa legge sulla caccia, la numero 157 del febbraio 1992, «che vieta ai cacciatori di cacciare i cinghiali», riferendosi in particolare all'articolo 19, in cui si precisa che i piani di abbattimento possono essere effettuati da guardie venatorie provinciali, guardie forestali o comunali autorizzate o dai proprietari dei fondi, ma non dai cacciatori. «O si cambia il comma due di quell'articolo, oppure ci devono equiparare al Trentino Alto Adige», che può attuare i piani anche avvalendosi di altre persone, purché munite di licenza per l'esercizio venatorio. Nei mesi scorsi il comprensorio caprinese ha aderito per un paio di settimane al piano di controllo del cinghiale, abbattendo undici capi. Ma in seguito tutto si è fermato per dettagli legati a questioni assicurative. «Non ci sentiamo tranquilli dal punto di vista normativo», insiste Zanetti, che tra l'altro proprio martedì ha affermato di essersi rifiutato di sparare al cinghiale avvistato nel piazzale della casa di riposo, e che secondo un veterinario era inoltre in precarie condizioni fisiche, con la mandibola fratturata e forse, anche per questo, denutrito. «Rischiamo di operare senza rispettare la legge», osserva Zanetti. «Ma se le istituzioni intervengono modificando la legge, noi siamo pronti ad intervenire, ma ci diano la possibilità di farlo in piena regola». Con una trentina di cacciatori del comprensorio caprinese abilitati alla caccia al cinghiale, Zanetti è certo che la situazione potrebbe migliorare notevolmente. «In due mesi possiamo garantire l'abbattimento di almeno duecento capi, solo nella zona di Caprino», sottolinea convinto. A difesa dei cacciatori si schiera anche Stefano Marcolini, consigliere provinciale con delega alle politiche venatorie. «I cacciatori hanno perfettamente ragione. La Regione deve cercare di chiarire e risolvere la questione, ma con estrema urgenza, in pochi giorni. Per sciogliere i nodi sull'aspetto assicurativo basta invece un aggiornamento prevedendo la selezione e il piano di controllo del cinghiale», dichiara Marcolini. «Ma ci sono alcune associazioni che denunciano i cacciatori perché secondo loro non sono autorizzati ad effettuare il piano controllo. La Regione ha previsto un piano di controllo che però non è inserito nella legge 157. I cacciatori insomma rischiano. È una situazione gravissima. La Regione chiarisca. Ad ogni modo come Provincia abbiamo già chiesto lumi all'avvocatura regionale». Sull'argomento interviene anche Vito Comencini, consigliere comunale a Verona e deputato della Lega. «Il problema cinghiali si aggrava», afferma. «Bisogna intervenire subito. È necessaria una modifica alla normativa, in particolare alla legge 157, estendendo anche al Veneto la possibilità di cacciare», prosegue. «Cercherò una coalizione il più ampio possibile sul tema. È una questione di buon senso, che va risolta per tutelare le persone, l'ordine pubblico e il territorio del Baldo». •

EM.ZAN.
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