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04.10.2019

Polo integrato all’ex ospedale Lo chiedono le minoranze

L’ex ospedale di Caprino
L’ex ospedale di Caprino

In consiglio minoranze schierate contro la politica sanitaria dell’amministrazione guidata da Paola Arduini. Amiamo Caprino e Alleanza per Caprino hanno presentato una mozione congiunta a cui il sindaco si è riservato di rispondere nel prossimo consiglio. È stata Carla Giacomazzi, Alleanza per Caprino, a presentarla: «Chiediamo al sindaco di convocare un consiglio comunale per approvare un documento attestante l’importanza che la struttura dell’ex ospedale acquisirebbe, per il Baldo Garda, se ospitasse Ospedale di comunità (odc), Hospice, polo di medicina di base integrata e fosse punto di riferimento dell’emergenza territoriale. Le chiediamo di far approvare tale documento dai consigli dei comuni coinvolti e di convocare un consiglio monotematico con Regione, dirigenza dell’Ulss 9 e sindaci». La mozione prosegue ricordando che, declassato l’ospedale, rimane un immobile che il Comune dovrebbe valorizzare con la Regione. «Invece questa amministrazione», ha detto Giacomazzi, «si è limitata a dare incarichi a legali e a formalizzare diffide spendendo denaro pubblico senza aprire un dialogo. Nel 2017 ha incaricato legali per diffidare l’Ulss per la riapertura di un punto di primo intervento, ottenendo la risposta del direttore generale che ne escludeva la fattibilità nell’immediato per ragioni di carattere strutturale ed economico. Così, il 15 novembre 2018, la giunta ha disposto di attivare procedimento cautelare di urgenza sempre per la riapertura del Ppi». Ora lo stop: «Il 26 settembre il sindaco ha convocato i consiglieri per comunicare che, il 12 settembre, la giunta aveva deliberato di arrivare a una definizione bonaria con l’Ulss 9 per raggiungere un accordo: impegno dell’Ulss 9 a presentare in Regione domanda di autorizzazione per 12 posti di odc, medicina integrata, Ppi territoriale, potenziamento dei mezzi del soccorso 118 anche per maggio e ottobre con auto medica e ambulanza infermierizzata». Ma ecco che proprio il giorno seguente, il 27 settembre, la direzione generale dell’Ulss 9 ha approvato una delibera in cui prevede: «a Caprino odc con 12 letti entro giugno 2020, con la nota: tempi legati all’ acquisizione delle certificazioni per attività, essendo la struttura chiusa e inagibile. La delibera parla anche di poliambulatorio, Ppi territoriale, ambulanza infermierizzata 24 ore su 24 e auto medica non a Caprino ma ad Affi lasciandoci senza medico di emergenza». L’opposizione chiude: «Non abbiamo garanzie sulla destinazione della struttura. Proponiamo la scelta coraggiosa di una ristrutturazione che non si limiti ad accettare i 12 posti di odc, ma una struttura con odc, Hospice, residenza per anziani autosufficienti, medicina integrata, rete di emergenza territoriale più capillare con ambulanza e auto medica tutto l’anno. Questo processo di riqualificazione, che potrebbe coinvolgere il privato, assicurerebbe un servizio che soddisferebbe l’ampia area dell’entroterra del Garda, Baldo e Valdadige». •

Barbara Bertasi
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