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22.01.2020

Inaugurata la statua dell’artista Morando

L’inaugurazione della statua di Morando FOTO PECORA
L’inaugurazione della statua di Morando FOTO PECORA

Di bronzo, tra i piccoli olivi del giardinetto accanto alla piazza che porta il suo nome, non passa certo inosservata la statua di Lodovico Morando inaugurata alla presenza del sindaco, Paola Arduini, e dei familiari dell’artista. C’erano il figlio Fernado Morando con le sorelle e il proprio figlio Gianni che ha scoperto la statua, i nipoti Alessandro, Beatrice e tante altre persone. L’opera, dello scultore originario di Castion di Costermano, Nicola Beber, che era presente, rende omaggio a questo artista nato l'8 luglio 1917 a Costermano e mancato il 1° aprile 1987 a Caprino. Il paese «del cuore» con cui viveva come in simbiosi. Baber ha colto l'essenza dell'artista rappresentandolo con la tavolozza tra le mani e vicino al suo mandolino. «Perché mio padre amava suonare questo strumento», ha ricordato Fernando. «Abbiamo accolto con piacere la richiesta di porre la statua nel giardinetto, a due passi dalla casa dove Morando abitava, in via General Cantore, nella zona chiamata Ca' Ferrara», ha proseguito Arduini. «È bello che Caprino lo ricordi anche con questa scultura, a grandezza naturale, che è un ulteriore riconoscimento della vita e delle opere di Morando che trascorse la maggior parte della sua esistenza in questo paese, dove ha anche dipinto un grande affresco che rappresenta Caprino, il Monte Baldo e il lago di Garda, soggetti dei suoi tantissimi quadri. Dipinti a olio che, nella mostra allestita tre anni fa nel centenario dalla nascita, molti hanno potuto ammirare». Ha ricordato Fernando: «Mio padre iniziò la sua carriera artistica grazie alla maestra caprinese De Massari che colse le sue potenzialità quando lui si trasferì da Costermano a Caprino per continuare le elementari. Lo segnalò al podestà che spedì una lettera al ministro della Cultura di allora che lo fece studiare, gratuitamente, all'Accademia di belle arti di Verona. Abbiamo donato al paese quest'opera», sottolinea, «per affidare, anche al futuro, la figura di nostro padre. È un esempio di come, sfruttando i propri talenti, anche se non si è benestanti, si possano fare le cose che si amano». Anche le grandi cose. Le opere di Morando hanno trovato spazio nelle gallerie d’arte più prestigiose d'Italia e d’Europa. Gli valsero importanti riconoscimenti, tra cui, nel 1977, l'assegnazione del Gran sigillo ufficiale dell'Unesco; nel 1973 il titolo di cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica italiana, nel 1978 di cavaliere ufficiale e nel 1984 di commendatore. Suoi temi ricorrenti sono il Garda e le montagne della zona, nature morte, fiori, ritratti. A Caprino Morando viene in mente anche andando a Palazzo Carlotti: passando sotto i portici della barchessa municipale l'amministrazione ha collocato un suo busto, che realizzò lui quando aveva sessant'anni. •

B.B.
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