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13.08.2019

«Il Monte Baldo era la tua casa Ora sarà per sempre il tuo

Una veduta di Tratto Spino sul Monte BaldoRenato Nicolis in una foto scattata domenica sul Baldo
Una veduta di Tratto Spino sul Monte BaldoRenato Nicolis in una foto scattata domenica sul Baldo

Se ne è andato proprio nel luogo dove diceva sempre di voler morire: la «sua» montagna. Il Monte Baldo era il «regno» di Renato «Moro» Nicolis, 81 anni, originario e residente a Porcino, frazione del Comune di Caprino, l'uomo deceduto domenica verso le 12,30 tra la stazione di arrivo della funivia di Malcesine a Tratto Spino e l'area di decollo di parapendio, a circa un chilometro di distanza. L'anziano era partito da casa la mattina di domenica con la figlia Loreta e il genero Maurizio per una tranquilla escursione sulle vette baldensi. Mentre il genero era rimasto più a valle a causa di un mal di schiena, Nicolis assieme alla figlia è salito sulla seggiovia di Prà Alpesina e poi ha percorso senza problemi il sentiero fino a Tratto Spino e da qui la passeggiata che conduce all'area di lancio dei parapendii. «Dopo una facile camminata ci siamo fermati per guardare il panorama e mangiare un panino sdraiati su una coperta», racconta Loreta. «Poi quando ci siamo accorti che il tempo si stava annuvolando abbiamo deciso di alzarci e iniziare a fare ritorno. Ma dopo tre, quattro passi mio papà è caduto improvvisamente a terra», continua la figlia dell'escursionista di Caprino. «Subito mi sono resa conto che era andato in arresto cardiaco. Ho provato a praticare subito la respirazione bocca a bocca e il massaggio cardiaco anche con l'aiuto di una dottoressa spagnola che si trovava lì vicino». Purtroppo anche il defibrillatore portato poco dopo dall'infermiera di stanza alla funivia a Tratto Spino e l'arrivo dei sanitari del 118 con l'elicottero non sono bastati per salvare la vita all'uomo. Nicolis non soffriva di cuore, anche se prendeva un farmaco per la pressione. «Mio padre era un grande amante della montagna, sia in estate che in inverno», spiega Loreta, ricordandolo. «Faceva lunghe camminate, ben più impegnative di quella che avevamo intrapreso e fino a pochi anni fa anche scalate e ferrate di una certa difficoltà. Era anche un ottimo sciatore, tanto che pure lo scorso inverno era andato in settimana bianca inforcando gli sci sulle piste, e amava pure il nuoto. Aveva un carattere solare, era sempre disponibile con tutti e sapeva trasmettere le sue passioni con saggezza anche ai figli». Nicolis era molto conosciuto sia a Caprino che tra gli amanti della montagna e del Baldo. A testimoniarlo i tanti messaggi di cordoglio pubblicati da amici e conoscenti sui social network che hanno voluto dirgli addio con un semplice saluto o ricordando le avventure vissute insieme, come ha fatto Franco «Babo» Coltri, amministratore del gruppo facebook «Amici del Baldo», che, pubblicando sulla rete una foto di Nicolis scattata proprio domenica dalla figlia di Nicolis, Loreta, ha scritto: «Non so cosa dire amico mio, non ho parole per quello che ti è successo, solo lacrime. Mi manchi e vorrei averti vicino ma non è possibile. Un giorno ci ritroveremo e torneremo a ridere e scherzare insieme come ai vecchi tempi. Il Baldo era la tua casa, ora sarà per sempre il tuo letto. Ciao amico di tante escursioni». Poco sotto Edi Leonello definisce il «Moro» come «amico di giochi, sempre assieme nei boschi a far legna. Il sorriso sempre sulle tue labbra. Come dire: “va tutto bene”. Con te era sempre semplice allegria. Ci mancherai». Sempre su facebook Mara Girardi lo ricorda così: «Ora cammini sulle montagne più alte, quelle del cielo, con il tuo passo leggero e sicuro». Anche il sindaco di Caprino Paola Arduini conosceva Nicolis e la sua famiglia: «Alla quale vanno le condoglianze mie e di tutta l'amministrazione comunale», aggiunge il primo cittadino. Oltre a Loreta, Renato Nicolis lascia la moglie Graziella e altri quattro figli: Massimo, Giliola, Cinzia e Katia.I funerali si terranno domani pomeriggio alle 16 nella chiesa parrocchiale di Pazzon, frazione di Caprino. •

Emanuele Zanini
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