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17.08.2019

Cane caricato e ucciso da un cinghiale

Geo, il giovane Setter ucciso dalla carica di un cinghiale sul Baldo
Geo, il giovane Setter ucciso dalla carica di un cinghiale sul Baldo

Un giovane cane di razza Setter è stato ucciso da un cinghiale uscito improvvisamente da un bosco del Baldo, dove vivono moltissimi ungulati di questo tipo che stanno letteralmente arando il «Giardino d’Europa», sempre più dissestato e brullo. «In Prada, a Pralongo, alcuni pascoli sono completamente distrutti, decorticati, secchi», fa sapere Fabio Bernardi, di Caprino, che ha fotografato questa desolazione. «È ora di agire per liberarci di questi animali che non sono nemmeno autoctoni perché sul Baldo non erano mai esistiti fino a qualche anno fa. La caccia ora è libera, si può agire prima di perdere un patrimonio prezioso. Anche le orchidee che vi crescono stanno per scomparire a causa di queste bestie». Intanto il proprietario del cane, Luca Simoncelli, 39 anni, allevatore e allenatore cinofilo di Caprino, racconta: «Domenica sono partito verso le 6 del mattino da un parcheggio sul Monte Baldo per andare in un punto adatto all’addestramento dei cani. Alle 6,15 ho fatto scendere i miei quattro Setter inglesi, tenendoli al guinzaglio». Mentre andava nella zona allentamento, a quota 1.300, Simoncelli ha mandato uno di loro, Geo, due anni, in direzione di una pozza perché si rinfrescasse prima del suo turno. «A 20 metri da me e a due dalla pozza, ignaro, come me, di quanto stava per accadere, è successo il peggio al mio cane. Da un groviglio di spine, con una furia paragonabile a quella di un bufalo, un cinghiale lo ha caricato lateralmente, scaraventandolo a terra e rompendogli l’osso del collo». Geo non ha nemmeno avuto il tempo di emettere un gemito. «Incredulo, non ho potuto fare altro che osservare quella bestia selvatica girarsi e allontanarsi con la calma di un killer spietato. Intanto il povero Geo era accasciato terra. Pareva perfetto. Non aveva una sola macchia di sangue ma, in un pugno di secondi, si è spento. Sono stremato», dice Luca Simoncelli. «Non posso ancora credere che il mio pupillo sia stato ucciso così. Le nostre imprese, nonostante la sua giovanissima età, sono state davvero molte. Siamo stati per addestramenti e allenamenti in Lapponia, Lituania, Italia, Croazia e Serbia. È questa la nostra vita: in viaggio con gli adorati cani. Inutile perdersi d’animo e rimuginare», aggiunge, «è bene però che la situazione sia presa in mano in modo radicale dalle autorità. Non è possibile che il Baldo sia invaso da questi animali selvatici. Quanto è accaduto ha riguardato Geo, ma potrebbe accadere anche a delle persone. Se, per esempio, fossi andato con mia figlia Giulia, che ha 8 anni e che da domenica piange per il suo Geo, chi mi garantisce che non sarebbe potuto accadere a lei, se si fosse allontanata? Ma questo vale per chiunque», chiude. «Non tutti gli escursionisti, anche stranieri, sanno che il pericolo cinghiali è in agguato. È urgente fare qualcosa». •

Barbara Bertasi
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