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29.06.2019

Asine da latte: un corso per spingere ad allevarle

Un bicchiere di latte d’asina
Un bicchiere di latte d’asina

L’allevamento di asine da latte è ancora poco conosciuto e diffuso, ma ricco di potenzialità. Ne sono convinte Aveprobi (Associazione veneta produttori biologici e biodinamici), Impresa Verde Verona della Coldiretti e Baldo Festival, associazione culturale di Caprino e braccio operativo dell’attività di cultura e informazione agricola: insieme propongono a luglio un corso su questa nuova possibilità d’impresa per i giovani del territorio del Baldo, continuando il programma formativo iniziato nell’inverno 2018 e proseguito nella primavera di quest’anno. Il corso «La filiera del latte d’asina» comprende 24 ore di lezione, distribuite su più giorni e orari dal 16 al 25 luglio. Si terrà in località Platano, nella sede della Unione Montana del Baldo Garda. Tre docenti si alterneranno per spiegare ai partecipanti, a cui verrà rilasciato alla fine un attestato di partecipazione, come gestire l’allevamento, quali caratteristiche ha il latte d’asina, come funziona la sua produzione. Il corso è gratuito e aperto a imprenditori agricoli, familiari e co-audiovanti in azienda. Le iscrizioni vanno effettuate entro lunedì primo luglio, via mail, ai seguenti indirizzi: info@aveprobi.org e baldofestival@bandofestival.org. «La meccanizzazione delle attività agricole ha fatto diminuire drasticamente il numero di asini, tanto da poter considerare tutte le razze asinine italiane ad alto rischio di estinzione», spiegano gli organizzatori. «Fin dai tempi antichi, però, il latte d’asina veniva usato per allattare i neonati, orfani o di madri senza latte, e oggi questo latte naturale ad alto potere ipoallergenico è un vantaggio alla luce dei circa 15mila neonati italiani che ogni anno nascono affetti da varie forme allergiche nei confronti di caseine e altri elementi del latte vaccino. Ne deriva la necessità di allevare questi animali in modo da soddisfare la richiesta e avviare una attività “nuova” partendo da un animale “dimenticato”».

C.M.
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