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06.09.2019

Apre il centro di raccolta dei cinghiali

L’ex stazione dove avrà sede il centro raccolta dei cinghiali
L’ex stazione dove avrà sede il centro raccolta dei cinghiali

Sarà inaugurato domani il «Centro di controllo ungulati» di Caprino destinato a stoccare le carcasse di questi mammiferi, ossia caprioli, camosci, daini e cinghiali cacciati nel Veronese e soprattutto nel Baldo Garda. Il taglio del nastro sarà alle 11,30 in via XXIV Maggio dove il nuovo servizio ha sede. Per l’occasione il sindaco, Paola Arduini e il presidente del Comprensorio alpino di caccia di Caprino, Tiziano Zanetti, hanno invitato forze dell’ordine, autorità della Provincia, amministratori dei Comuni del Garda. Ma tutti possono partecipare. Questo Centro va ad aggiungersi a quello di Brenzone sul Garda e ai due operativi in Lessinia troppo lontani per essere raggiunti in tempi veloci da chi caccia in zona. La gestione sarà proprio a cura del Comprensorio alpino di caccia caprinese che conta 130 soci, dei quali una cinquantina collaborerà alla conduzione. «Questa apertura», fa sapere Zanetti, «si è resa necessaria per sopperire a quella che noi consideriamo un’emergenza. Grazie alla tempestiva azione di questa Amministrazione comunale, abbiamo potuto crearlo in una parte dell’edificio pubblico denominato «ex stazione» facilmente raggiungibile». Come ricorda Arduini tale stabile, acquisito dal Demanio lo scorso anno, piuttosto spazioso, si articola in due sezioni: entrata e cella frigorifera. «All’ingresso un addetto, un cacciatore del nostro Comprensorio, riceverà le carcasse, ne farà le misure secondo le direttive dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), e le depositerà nella cella frigorifera in vista dei controlli del Servizio di sanità animali dell’Ulss 9 e della Polizia provinciale», spiega Zanetti. Il Centro sarà sempre operativo: «Perché l’animale cacciato», prosegue Zanetti, «va immediatamente messo nella cella che può accogliere una cinquantina di capi destinati ad uscire secondo gli esiti di tali accertamenti». A questo punto l’animale potrà restare al cacciatore che lo gestirà come vorrà: «Certo di portare a casa una carne sana grazie ai controlli fatti nel più breve tempo possibile». «Ora», prosegue Arduini, «poiché Provincia e Regione hanno autorizzato la caccia di selezione dal 28 luglio al 31 marzo 2020 e la tecnica della girata (tracciatura, disposizione delle poste, scovo e abbattimento è fatta da un gruppo di cacciatori che, con un cane, sollecitano il cinghiale ad uscire allo scoperto, ndr) in novembre, dicembre e gennaio, era necessario avere un centro di raccolta vicino. Ringrazio il presidente Zanetti e i soci per essersi attivati nel realizzarlo. È stato un investimento per il quale abbiamo già chiesto aiuti a Provincia e Regione». •

B.B.
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