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18.07.2019

«A Boi di Pesina si rischia di morire»

Il semaforo a Boi che però, non è risultato risolutivo per il problema della velocità delle auto
Il semaforo a Boi che però, non è risultato risolutivo per il problema della velocità delle auto

Si mostra spaventatissima. Non esce nemmeno dall'auto per paura di essere falciata perché «su questa strada corrono all'impazzata... e fanno i fari se si va tranquilli o si rallenta anche solo per svoltare in una laterale. È un traffico pericoloso», evidenzia, «aumentato in questi giorni per una serie di asfaltature in corso. Un traffico che, a parte queste opere necessarie, ma che implicano deviazioni, va rallentato e regolamentato maggiormente. Sempre». Così una donna, che abita a Boi di Pesina di Caprino, «implora» l’Amministrazione di mettere in sicurezza la Strada provinciale (sp) 8, nel tratto denominato La Linea o Direttissima, che lei chiama «strada della morte». «Qua», rammenta, «hanno perso la vita molti. Nel 2016 sono morti due nostri giovani e, qualche anno prima, una mamma di Costermano». «Lo testimoniano», indica, «una lapide del 2016 tra le vie Stazione e Ceredello di Sotto, e un mazzo di fiori all'altezza dell’incrocio tra via Montesei, che porta al Bran (andando verso Costermano sul Garda), e via San Rocco, che va a Pesina, posto a ricordo di un’altra vittima». Quindi incalza: «Passo tutti i giorni dalla Linea perché vado al lavoro. È trascorso qualche anno da quelle morti, ma temo che altre tragedie si ripeteranno se non si creano opportune opere di messa in sicurezza». E aggiunge: «Aspettavamo ad esempio una rotonda tra le vie Stazione e Ceredello di Sotto, ma non abbiamo finora visto nulla. È stato messo un semaforo a Boi, dove via delle Levade si congiunge alla Linea, che è utile ma non risolutivo come sarebbe la rotonda sul rettilineo. Hanno installato anche delle postazioni di «dissuasori» per il controllo della velocità», esclama mostrando i 4 «Velo Ok» a cabina arancione posti in prossimità dei due incroci, all’altezza sempre delle vie Ceredello di Sotto e Stazione e delle vie Montesei e San Rocco, «ma non servono a niente. Corrono lo stesso. Per questo ritengo dovrebbero essere maggiormente presidiati dalle forze dell'ordine». Non finisce qui: «La strada, inoltre, non è nemmeno illuminata, sebbene al primo incrocio si veda, tra l’erba alta, un pozzetto predisposto per istallare il palo della luce. Qui, specialmente la sera e quando c'è nebbia, non si vede nulla. Mi spiace protestare», ammette volendo restare nell’anonimato, «ma spero che questo mio appello possa essere raccolto anche da chi sta al volante: sono troppi quelli che guidano pestando sull'acceleratore o col cellulare in mano che distrae tantissimo ed è pericoloso per sé e per gli altri. In ogni caso», torna a dire, «la rotonda era stata assicurata. Cosa si attende a farla? Nell’agosto 2016 , dopo la morte di quei due nostri ragazzi, fu organizzata una fiaccolata che vide una partecipazione «fiume». Ma, da allora, nulla si è mosso. Ora io ed altri cittadini, nell’interesse e per il bene di tutti», assicura, «vorremmo sapere a che punto è l'iter degli annunciati lavori di messa in sicurezza». •

Barbara Bertasi
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