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11.07.2020 Tags: Bardolino

«Canoni troppo alti con il Covid O ci aiutano o ridiamo le chiavi»

Uno dei bar che si trovano sulla passeggiata Rivalunga   FOTO PECORA
Uno dei bar che si trovano sulla passeggiata Rivalunga FOTO PECORA

Delusi e preoccupati per una situazione economica difficile. I gestori dei quattro chioschi sulla passeggiata Rivalunga escono allo scoperto. Sulla loro testa pende il pagamento dei canoni demaniali. Un problema, sostengono, anche di altri colleghi del paese. Ad alcuni è già arrivata la lettera dal Comune, incaricato a riscuotere le somme per la Regione, con la richiesta di pagamento entro la chiusura di luglio (vedi articolo a fianco). «A fine marzo molti di noi hanno inviato una pec al Comune per sollecitare un incontro. Chiedevamo di venirci incontro sul pagamento degli affitti, molto onerosi, con la sospensione dei canoni dell’anno in corso. Puntavamo ad aprire un confronto con le istituzioni locali per cercare insieme una soluzione a un problema che rischia di metterci in ginocchio», raccontano i gestori di Bar Kino, Pappagallo Beach, Eden e Beach 3. Tutti lamentano scarsa attenzione da parte del Comune. «A fine aprile ci hanno fatto sapere, per lettera, che stavano valutando soluzioni. Da allora silenzio. Dieci giorni fa abbiamo inviato una seconda e-mail, facendo notare che a un mese e mezzo dall’apertura dei chioschi la situazione è drammatica. Il lavoro c’è solo sabato e domenica grazie alla clientela italiana. Durante la settimana la passeggiata tra Bardolino e Garda è quasi deserta e il giro di turisti non consente di coprire le spese di affitto e personale. Insieme contiamo una ventina di persone a busta paga. È evidente che necessitiamo di risposte dal Comune. Sia chiaro ad oggi a noi quattro, a differenza di altri colleghi, non è ancora arrivato nulla da pagare». Si tratta di canoni impegnativi: variano dai 30mila agli oltre 50mila euro. Ancora più cari a Cisano, con i 67 mila euro del Beach Cisano. Loro non vogliono dilazioni. «Chiediamo la sospensione. Se non ce la danno vedremo che provvedimenti prendere tutti assieme. Stiamo valutando di restituire le chiavi dei bar a fine anno, ci è concesso dal contratto. Siamo entrati quattro anni fa e i contratti sono di sei, poi si va di nuovo a bando pubblico. È giusto ricordare che abbiamo avuto una situazione particolare, culminata con l’abbattimento e il rifacimento dei vecchi chioschi, nonché ritardi nella consegna degli stessi da parte dell’ente, non imputabili a noi. I primi due anni abbiamo lavorato nelle strutture vecchie e siamo venuti in possesso delle nuove a fine aprile 2019 anziché a marzo perdendo la Pasqua, periodo redditizio. Quest’anno sembrava la volta buona e invece è arrivata la mazzata del Covid 19. Insomma più che la sospensione chiediamo l’annullamento o una forte riduzione dei canoni». «Speriamo che il Comune che introita il 50 per cento dell’affitto (il resto va alla Regione) ci venga incontro. Svolgiamo anche un servizio pubblico. Alla mattina, ad esempio, a tenere aperti non guadagniamo nulla», concludono. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Stefano Joppi
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