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08.08.2019

«Un cipresso secolare si è abbattuto sul tavolo»

Gli alberi secolari crollati:  sotto il cipresso oltre il nastro è rimasto il tavolo, distrutto, della cena
Gli alberi secolari crollati: sotto il cipresso oltre il nastro è rimasto il tavolo, distrutto, della cena

Io e le mie amiche siamo vive per una manciata di secondi, è accaduto tutto in un attimo e lì per lì non ci siamo nemmeno accorte che uno dei due cipressi centenari era caduto sul tavolo dove avevamo appena cenato. Avevamo deciso da tempo di trovarci a Villa Cisano Residenza Storica e di banchettare con una semplice pizza e buon vino, proprio lì sotto i due maestosi cipressi, con il cedro a lato e tutto quel verde. Otto amiche che si riescono a riunire di rado, e le chiacchiere per un attimo hanno sovrastato i primi tuoni che a dirla tutta non sembravano nemmeno così forti. Lo pensavamo un banale fortunale che si divertiva a girarci intorno, il lago con quel colore dell’acqua grigio azzurro si confondeva con il cielo, non eravamo minimamente preoccupate. Erano da poco passate le 23 di martedì quando un vento di quelli che mai ho sentito prima ci ha come sfiorate, per poi andarsene subito. È stato in una frazione di secondo che abbiamo deciso di prendere ciò che era sul tavolo, candele, piatti, dei dolci, le bottiglie e di rifugiarci in casa. È stata la nostra salvezza: alle nostre spalle quel vento, accompagnato da una nube bianca, ha alzato dal terreno un cipresso e lo ha sbattuto proprio sul tavolo dove stavamo fino a un attimo prima, spezzandolo. Un secondo cipresso si è come appoggiato alla terrazza del primo piano, rompendo con la cima i merli che caratterizzano l’edificio. Noi intanto all’interno della casa mettevamo dei giornali a terra nella speranza di bloccare l’acqua che entrava dagli infissi. Ricordo che guardavo le mie amiche muoversi come fossero automi. L’acqua che entrava nella casa non sembrava nemmeno entrare dall’alto, ma dal basso. I tuoni a quel punto erano diventati fortissimi. Una mia amica, senza rendersi ben conto del rischio che avrebbe potuto correre, ha deciso di scendere in giardino perché si era accorta di aver lasciato la borsa su quel tavolo ormai spezzato, e così è uscita e si è immersa nel cipresso disteso a terra, ha recuperato il portafoglio e il cellulare. Una pazzia. Dopo un po’, scavalcando le piante crollate, siamo uscite sul lungolago e qui l’immagine che ci è apparsa è stata sconvolgente: il muro della villa divelto, i cipressi, quelli che hanno accompagnato la nascita della residenza storica che da sempre caratterizza questo tratto di lago, non c’erano più. Il cedro, anche questo centenario, sradicato: mostrava le radici e sotto una voragine. Anche un pino maestoso era riverso. Ieri mattina mi hanno informato che di quel giardino non rimarrà molto. Tutti gli altri sei cipressi rimasti in piedi nonostante la furia del vento verranno abbattuti: sono stati gravemente danneggiati. E noi miracolosamente salve. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Anna Zegarelli
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