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14.11.2019

Soccorse trentasei persone in quattro mesi

L’idroambulanza di stanza nel porto di Bardolino
L’idroambulanza di stanza nel porto di Bardolino

Trentasei interventi molti dei quali con il trasporto dei pazienti direttamente via acqua fino all’ospedale di Peschiera. Un modo efficace per ridurre i tempi di soccorso e ovviare a una strada, la Gardesana, intasata di mezzi. Dati e considerazioni che si evincono dal rapporto di fine anno relativo all’accordo «Spiagge sicure», svolto dal Comitato Baldo Garda della Croce Rossa italiana per conto del Comune di Bardolino. Un servizio vigile e utile che si ripete con successo ogni estate, da giugno a settembre nei fine settimana, da ormai ventiquattro anni. Un modo di procedere che ci si augura possa essere esportato su tutto il lago di Garda con il contributo economico delle amministrazioni comunali. Anche perché i costi per il mantenimento e funzionamento dell’idroambulanza, unico esemplare presente sul Benàco, non sono di poco conto. In attesa di sviluppi rimane da sottolineare come il servizio di salvataggio in acqua propone, grazie a un’idroambulanza di moderna concezione, l’assistenza sanitaria direttamente in acqua. Il tutto mantenendo standard d’alta professionalità offrendo un buon grado di sicurezza ai turisti e ai cittadini, integrando in pieno il servizio di emergenza extraospedaliera territoriale. Infatti l’attivazione per interventi di urgenza emergenza dell’idroambulanza avviene tramite il coordinamento del 118 di Verona. «Sono numerosi gli interventi effettuati per differenti tipologie di emergenza sanitaria: malori in spiaggia, traumi di vario genere, annegamento», spiega Cinzia Benetton presidente della Croce Rossa bardolinese. «In tutto trentasei interventi cosi suddivisi: venticinque volte siamo stati allertati dal 118, cinque dalla Guardia Costiera e sei volte da singoli privati. Non sono mancate le uscite per ricerca di dispersi in seguito ai violenti temporali che negli ultimi anni si abbattono improvvisamente sul Garda, cogliendo molti turisti alla sprovvista. L’idroambulanza, oltre ad essere in grado di trasportare pazienti, è infatti dotata di strumentazioni di ricerca in superficie atti a fronteggiare condizioni avverse», continua Benetton non prima di preannunciare la possibilità di proporre qualcosa di nuovo per il prossimo anno in modo da migliorare ulteriormente il servizio in vista del venticinquesimo d’attività. «È chiaro che per esportare fuori dal territorio comunale il servizio di “Spiagge sicure” (Il comune di Bardolino contribuisce annualmente con 16mila euro ndr) è necessario il contributo economico delle altre comunità lacustri», sottolinea Cinzia Benetton. «I costi di mantenimento del mezzo, le spese di carburante ma soprattutto le attrezzature a bordo e l’addestramento del personale hanno costi elevati perché in campo del soccorso nulla si improvvisa e si lascia al caso», conclude Cinzia Benetton. L’idroambulanza, di stanza nel porto di Bardolino, durante la stagione estiva è attiva nei fine settimana dal venerdì sera al lunedì mattina, Ferragosto compreso, in navigazione nelle ore diurne e su reperibilità nelle ore notturne e nei giorni feriali con equipaggio formato da un conduttore, due operatori abilitati al soccorso e salvataggio in acqua e un infermiere professionale: tutti esperti in emergenza. La squadra anche quest’estate ha concorso assieme ai mezzi delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco e della Guardia Costiera, alla sicurezza in acqua sul litorale bardolinese e di tutta la sponda veronese. •

Stefano Joppi
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