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10.03.2020

Ora le classi sono virtuali «La didattica è garantita»

La formazione non si ferma, all’istituto professionale salesiano Tusini di Bardolino. Vista la situazione straordinaria che il mondo della scuola sta vivendo a causa dell’emergenza Covid-19, come in tutte le sedi scolastiche venete, i salesiani hanno attivato anche in quella sul lago di Garda il servizio di didattica a distanza. Già lunedì 2 marzo, al Tusini, studenti e docenti si sono collegati per condividere l’esperienza della classe virtuale attraverso una delle piattaforme gratuite disponibili. E stanno continuando in questi giorni. La piattaforma permette in videoconferenza di generare una «stanza» per ogni classe in cui i docenti possono vedere gli allievi, fare l’appello, trattare l’argomento del giorno, assegnare consegne e avere un riscontro da parte loro. Gli alunni hanno risposto bene alla proposta della formazione a distanza, superando una serie di problemi tecnici legati alla connessione e arrivando a una presenza complessiva media giornaliera del 90 per cento. Il personale di segreteria e direzione ha fatto fronte comune attivandosi per far proseguire la didattica e i programmi, tenendo così i ragazzi attivi e concentrati sull’anno scolastico in corso. «In questo momento gli strumenti che stiamo utilizzando risultano la chiave per mantenere vivo il rapporto insegnante-studente costruito nei mesi precedenti», afferma il direttore dell’istituto bardolinese, don Livio Mattivi. «Quanto più la relazione è stata coltivata in classe, tanto più è efficace la possibilità di effettuare la formazione a distanza». Come funziona? «Tutti lavorano nell’aula virtuale che abbiamo creato per ogni singola classe e ogni formatore entra nella stessa, nelle medesime ore che insegnerebbe di norma in classe», spiega il vice direttore del Tusini, Michele Gandini. «Poi ogni insegnante ha trovato la sua metodologia: c’è chi inquadra la lavagna e scrive sulla stessa, chi condivide slide attraverso la piattaforma e chi usa video didattici o piattaforme a supporto. Nel caso di qualche laboratorio è l’insegnante che simula il lavoro e lo commenta con i ragazzi. Tutto il materiale viene caricato sul registro elettronico il prima possibile ed è quindi visibile a tutti gli alunni».

C.M.
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