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08.12.2019

Azzardo, si «gioca» di più a Peschiera e Affi

Gratta e vinci: il «gioco» spesso si trasforma in una vera malattia
Gratta e vinci: il «gioco» spesso si trasforma in una vera malattia

Numeri da brivido nel Baldo Garda, quelli dell'azzardo. Guai chiamarlo gioco perché ormai questa smania compulsiva di vincere denaro, perdendolo, si è trasformata in una vera malattia riconosciuta nei Livelli essenziali di assistenza come «dipendenza da gioco di azzardo». I Comuni dove si spende di più per giocare sono Peschiera (32 milioni 553 mila euro), Affi (22 milioni e 551 mila), Garda (16 milioni 427 mila), Cavaion (quasi 16 milioni), Castelnuovo (quasi 11 milioni), Lazise (oltre 6 milioni) e Caprino (5 milioni e 270 mila). Dietro questi numeri, riferiti tutti al 2018, ci sono storie incredibili che colpiscono persino insospettabili persone anziane, talmente prese da slot machine e «gratta e vinci» da arrivare addirittura a lasciare i nipoti loro affidati in auto mentre vanno a «giocare» nei locali. Il totale speso in giochi legali, nel 2018, nei 14 comuni (dati dell’Agenzia Dogane e Monopoli) di Affi, Bardolino, Brentino Belluno, Caprino, Castelnuovo e Costermano sul Garda, Cavaion, Dolcè, Garda, Lazise, Peschiera, Rivoli, San Zeno di Montagna e Torri del Benaco è di 124 milioni 816 mila euro, pari al 9,5 per cento del totale provinciale, che è di 1 miliardo 312 milioni 721.815,07. È vero che centri come quelli lacustri hanno una grande presenza turistica che assorbe parte della spesa in giochi. Ma i dati testimoniano che anche in bassa stagione l'azzardo si consuma per cui si è di fronte a una piaga sociale. Sempre in crescita. E questo è solo una parte di quanto è emerso nell'affollatissimo incontro tenutosi a Costermano, proprio alla vigilia dell'annuncio, da parte del governo del possibile inasprimento, dal primo gennaio, del prelievo sulle vincite dei giochi di azzardo superiori ai 25 euro. L’incontro è stato promosso dalla Valpolicella Benaco Banca, dalle associazioni Tertio Millennio onlus e Pensiero solidale onlus patrocinato dal Comune di Costermano e da altri Comuni del Baldo Garda, dalle parrocchie del Vicariato del lago veronese e Caprino con la collaborazione dei Medici di medicina generale del Baldo Garda, di varie scuole, ossia Centro di formazione professionale Salesiani Bardolino, Istituto di istruzione superiore Marie Curie di Garda e Professionale di Stato per i servizi alberghieri e la ristorazione Carnacina di Bardolino e molte associazioni del territorio. Tutti presenti con studenti e sportivi. Sono intervenuti, dopo il saluto del sindaco Stefano Passarini, Franco Ferrarini, presidente di Valpolicella Benaco Banca, il giornalista Marco Dari Mattiacci, che ha presentato il suo libro «La dea bendata. Viaggio nella società dell’azzardo»; Marco Reggio, responsabile comunicazione e relazioni esterne Federcasse e segretario generale della Fondazione Tertio Millennio, lo psicologo Simone Feder, coordinatore nazionale del movimento No Slot e dell’Area giovani e dipendenze dalla Casa del Giovane di Pavia. Feder, reduce da esperienze anche nel Baldo Garda, ha detto: «Come in tutto il Nord Est, dove ci sono soldi, anche qui si può pianificare bene la distribuzione di slot. È evidente», ha continuato, «l'influenza dei centri commerciali dove le slot sono praticamente dappertutto: ad Affi e anche nella vicina Cavaion. Punte si registrano poi in tre paesi del lago, capofila Peschiera, frequentatissimo crocevia con la Lombardia, la regione che spende di più in azzardo, come Lazise e Garda ricchi di pubblici esercizi e di altri servizi frequentati. E questa», ha detto, «non è che la punta di un grande iceberg, perché c'è poi il vasto mercato del gioco illegale, che produce a sua volta altri problemi, non ultimo quello disperante dell'usura». Il fenomeno colpisce in modo trasversale uomini e donne, di varie età. «E se mai nessuna droga si era finora “permessa” di toccare gli anziani», ha detto lo psicologo Feder, «l'azzardo ci è riuscito, trascinando nel gorgo persone in pensione che si trovano con un ritmo di vita cambiato e non sanno come spendere la loro professionalità». Feder ha ricordato la storia di una famiglia del lago. «Un 65enne, ex dirigente di una ditta si è rovinato con i “Gratta e vinci”», ha detto. «A “scoprirlo” è stata la nipotina che era solito portare a scuola e che ha parlato alla mamma di quei “biglietti tutti colorati che il nonno grattava sempre". Di lì la scoperta che l’uomo aveva dilapidato tutto ciò che possedeva. Ma c’è anche il problema delle app presenti in rete: ogni giorno 37 nuove pensate per i bambini», ha rilevato Feder. «E questo è un altro settore a rischio». •

Barbara Bertasi
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