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28.12.2019

Associazioni ambientaliste escluse dal Contratto di lago

Una veduta del lago di Garda
Una veduta del lago di Garda

«La finalità del Contratto di lago è pregevole, è una buona iniziativa se gestita bene. Il Contratto di lago, come i contratti di fiume, dovrebbe stimolare la capacità di condivisione e cooperazione tra vari soggetti, per questo siamo dispiaciuti che non siano state coinvolte le associazioni ambientaliste e quindi anche Legambiente». A parlare è Chiara Martinelli, confermata presidente di Legambiente Verona. A distanza di due mesi dalla presentazione ufficiale del Contratto di lago, la lista delle 47 firme che accompagnano il documento è quasi completata. Ci sono le sottoscrizioni dei sindaci di quasi tutti i Comuni che si affacciano sul Garda (sulla sponda veronese manca ancora all’appello Castelnuovo del Garda) accompagnate da quelle dei presidenti dei quattro soggetti capofila incaricati di attuare gli otto obiettivi stabiliti dal contratto: Comunità del Garda, Associazione temporanea di scopo Garda Ambiente, Azienda gardesana servizi (Ags) Spa e Garda Uno Spa. A mancare, nota Martinelli, «è il coinvolgimento delle associazioni ambientaliste che in questi anni si sono occupate della salvaguardia del territorio, per questo chiederemo di essere inseriti». LA RISPOSTA all’appello non si fa attendere. «Abbiamo già in programma di chiamare tutte le associazioni ambientaliste», chiarisce a L’Arena il presidente di Ags Angelo Cresco, «in questa prima fase abbiamo preferito portare avanti il dialogo con i Comuni, enti territoriali per eccellenza, e ottenere la loro firma. Nei giorni scorsi abbiamo avuto un incontro positivo con la presidenza della Provincia autonoma di Trento, puntiamo ad avere la firma delle tre regioni entro i primi mesi dell’anno». L’apertura al mondo associativo è assicurata anche dal segretario della Comunità del Garda Pierlucio Ceresa: «Fin dall’inizio è stato previsto il coinvolgimento delle associazioni ambientaliste, oltre a Legambiente anche Wwf, Italia Nostra e altre», spiega. «Abbiamo deciso di partire con i Comuni e gli altri enti istituzionali come province e regioni, poi a gennaio è previsto un incontro con le associazioni e gli stakeholders del mondo turistico, economico e ambientalista per discutere e far sottoscrivere anche a loro il contratto». Sarano cioè interpellate tutte le realtà che a diverso titolo hanno a che fare con il lago, la sua fruizione e tutela. IL CONTRATTO di lago è fondato su otto pilastri che ne definiscono finalità e campi d’azione, all’interno dei quali saranno sviluppati progetti specifici. I macro-obiettivi sono: supporto alla realizzazione del nuovo collettore del Garda; monitoraggio e individuazione degli agenti inquinanti nelle acque del lago; inserimento di tre rappresentanti gardesani nella commissione prevista nel protocollo del 2013 per la gestione dei livelli del lago; inserimento di un rappresentante gardesano nel gruppo decisorio che gestisce l’apertura della galleria Adige-Garda; analisi e monitoraggio di flora e fauna lacustre per tutelare i canneti e ripopolare le specie ittiche autoctone in sofferenza o scomparse; sanificazione di motoscafi e natanti turistici che arrivano sul lago, per evitare l’introduzione di specie aliene pericolose per l’ecosistema lacustre; istituzione di un osservatorio del paesaggio e attenzione al consumo di suolo in particolare lungo le fasce costiere. •

K.F.
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