Analisi in corso sullo sciacallo

Un esemplare di sciacallo dorato, specie protettaLe guardie volontarie di Federcaccia che hanno fatto il ritrovamento con la carcassa dell’animale
Un esemplare di sciacallo dorato, specie protettaLe guardie volontarie di Federcaccia che hanno fatto il ritrovamento con la carcassa dell’animale

Ha destato sorpresa e impressione il primo rinvenimento nel Veronese di sciacallo dorato, predatore che si sapeva che prima o poi si sarebbe presentato nei nostri territori perché non sono mancate in passato delle segnalazioni, perfino in città la scorsa estate, ma per il quale mancava ancora la prova oggettiva della sua presenza. Questa c’è stata lunedì sera, purtroppo in seguito a un incidente d’auto di cui è rimasta vittima una femmina adulta di sciacallo dorato, in località Sideri nei pressi di Sandrà di Castelnuovo del Garda, quando era da poco calato il sole. La specie dell’animale investito è stata riconosciuta fin dalle immagini dal medico veterinario Alessandro Salvelli, che ha inviato le guardie volontarie di Federcaccia Verona, di cui è presidente, a prelevare la carcassa da inviare all’Istituto zooprofilattico delle Venezie per le analisi. Si tratta infatti di specie protetta e vanno esclusi eventuali reati come la caccia di contrabbando o l’avvelenamento. «Ma non solo», sottolinea Salvelli, «perché, come mi ha confermato il dottor Fabrizio Cestaro, direttore dei Servizi Veterinari dell’Ulss 9, le analisi sul corpo dello sciacallo sono ora affidate a Medicina legale dell’Istituto zooprofilattico di Padova, dove oltre a cercare di capire le ragioni della morte, si stanno facendo anche delle ricerche per capire se l’animale fosse portatore di patologie pericolose trasmissibili all’uomo, come il virus della rabbia, la trichinosi che colpisce anche cinghiali e maiali e si trasmette all’uomo con il consumo di carne cruda o non ben cotta e l’echinococco, un piccolissimo verme piatto di cui potrebbe essersi infettato ingerendo visceri crude di animali infetti, in particolare pecore e che all’uomo può causare problemi di salute anche gravi, coinvolgendo organi importanti come fegato, polmoni e cervello». La presenza dello sciacallo dorato in Italia risale alla metà degli anni Ottanta, entrato da quel corridoio ecologico rappresentato dal Friuli, confinante con la Slovenia e dal quale sono passati negli anni scorsi anche orsi e lupi. Solo l’estate scorsa è stato però possibile documentare la prima cucciolata in Italia, avvenuta nel Comelico (Belluno). È invece dello scorso 29 luglio la segnalazione del naturalista Andrea Maestri, che conosce la specie per averla seguita nell’area del delta del Danubio, di uno sciacallo dorato nel territorio dell’area protetta del Parco del Po, nella zona di Pontestura (Alessandria), finora il punto più occidentale in cui la specie si è spinta nel nostro Paese. Ma che cosa rappresenta questo predatore per l’ecosistema? La femmina investita a Sandrà, del peso di 11 chilogrammi (gli esemplari maschi possono arrivare fino a 14 chili) era probabilmente un elemento in dispersione, cioè alla ricerca di un territorio in cui stabilirsi. Più piccolo di un lupo e più grande di una volpe con la quale potrebbe confondersi a prima vista, lo sciacallo dorato è un animale opportunista: si ciba di insetti, piccoli mammiferi, di uova, di ovini e caprini, ma anche di bacche e frutta, che ne fanno un onnivoro. Per questo è in competizione con la volpe mentre del lupo è spesso preda. Da noi è l’ultimo arrivato in fatto di fauna selvatica, ma in Asia, e in particolare nel sub continente indiano da cui pare sia partita la sua lunga colonizzazione del Medio Oriente prima e dei Balcani poi, è molto comune, tanto da entrare nelle favole come per noi la volpe. È considerato l’ingannatore per eccellenza, presente nel folklore e nei testi sacri indiani, descritto come il compagno di vari dèi, alcuni dei quali raffigurati con la testa da sciacallo. •

Vittorio Zambaldo
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