CHIUDI
CHIUDI

09.08.2020

Alberghi del lago, i prezzi non sono scesi

Bagnanti a Bardolino: non si registra il boom degli scorsi anni, ma i turisti non mancano FOTO PECORA
Bagnanti a Bardolino: non si registra il boom degli scorsi anni, ma i turisti non mancano FOTO PECORA

Gli alberghi del lago di Garda non abbassano i prezzi. Nessuna corsa a svendere le camere come magari sta avvenendo nelle città d’arte. Il motivo è presto spiegato: la richiesta, seppure in negativo rispetto allo scorso anno, non apre a scenari di saldi. «Non c’è motivo visto che assistiamo a un buon movimento turistico. Ovvio non siamo sugli standard da record delle ultime stagioni, ma certo non possiamo lamentarci alla luce di quando e come siamo partiti», afferma dietro alla reception dell’hotel Firenze Giuditta Isotta, massimo rappresentante della locale associazione di albergatori di Brenzone. «Magari non si fermano per una settimana intera, ma per quattro-cinque giorni, ma non per questo facciamo una politica di riduzione dei prezzi per allungare i pernottamenti». Sulla stessa lunghezza d’onda la collega di Lazise Virginia Torre all’hotel Sirena. «Mi sono sentita da poco con più di un albergatore del Comune e siamo concordi nel non abbassare i prezzi», dice. «Certo non posso garantire che tutti seguano questa linea e può essere che qualcuno preferisca applicare degli sconti importanti attorno al 30 per cento». Ma il gioco vale la candela? «Mi sono permessa di fare una semplice riflessioni ai mie soci», risponde Claudia Speri, presidente degli albergatori di Peschiera e Castelnuovo. «Abbassare i prezzi non giova a nessuno soprattutto in previsione della prossima stagione turistica quando si spera tutto possa riprendere come prima, senza il Covid 19. Non dobbiamo incappare nell’errore di deprezzare un’area turistica dal grande appeal in considerazione anche del lavoro svolto negli ultimi anni per posizionare in alto una meta importante qual è il lago di Garda. La mia è solo una riflessione non un’imposizione perché ognuno a casa propria fa ciò che vuole», conclude Speri. A Bardolino Claudio Manetti, presidente dell’Associazione albergatori, non si nasconde dietro ad un dito. «C’è stato un abbassamento dei prezzi nonostante le raccomandazione in senso contrario d’inizio stagione, anche da parte di Federalberghi Garda Veneto. Abbiamo verificato che qualcuno ha attuato una politica di marketing a proprio singolo vantaggio. Non viene compreso che anche volendo fare mega sconti la clientela non aumenta perché la richiesta di pernottamento è ampiamente minore dei posti letto a disposizione. Gli alberghi di solito attuano due listini dei prezzi: quello dinamico che aumenta o diminuisce a seconda dei giorni (week-end o inizio settimana) e degli avvenimenti in programma, e quello tradizionale di bassa, media o alta stagione. Da due anni sul Garda è scomparsa la stagione altissima che coincideva con Ferragosto«. «Un periodo che non tira più come un tempo», continua Manetti preoccupato più per la situazione all’esterno dell’Italia. «Basta un niente per fermare quanto di positivo stiamo riscontrando nella crescita turistica. Viviamo nell’incertezza di provvedimenti governativi esteri che possono da un giorno all’altro portare a limitazioni dei flussi turistici se viene applicata la quarantena a chi torna dalla vacanza». «Più che una riduzione dei prezzi c’è stato, ancora in avvio di stagione, un riposizionamento della tariffa di una camera a un costo inferiore del 10-15 per cento rispetto al 2019», afferma Marco Treccani presidente degli albergatori di Malcesine. «Escludo comunque che per il periodo fino a Ferragosto possano esserci ulteriori sconti anche perché la domanda di camere non manca. Ovvio come detto più volte viviamo alla giornata e le previsioni a lungo raggio sono davvero difficili da fare. Il mercato inglese è inesistente, gli italiani in agosto preferiscono il mare. I tedeschi ci sono e speriamo continuino ad arrivare». A Garda il presidente dell’associazione albergatori Roberto Ginami ribadisce come le prenotazioni siano ormai last minut. «Oltre alle previsioni del tempo i turisti controllano fino all’ultimo istante anche le evoluzioni epidemiologiche del Covid 19». In merito ai prezzi non nega di colleghi che abbiano abbassato anche del trenta per cento il costo della camera. «C’è il rischio che chi ha prenotato l’anno scorso si trovi a pagare molto di più dell’ultimo arrivato e se la cosa viene a conoscenza dell’ospite la situazione può diventare imbarazzante», riprende Ginami che vede un aumento costante dei flussi turistici. «A luglio abbiamo chiuso con un 50 per cento in meno rispetto allo scorso anno ma per agosto e settembre dovremmo arrivare, Covid permettendo, a un 70 per cento di occupazione». •

Stefano Joppi
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Necrologie