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09.01.2020

Al via i primi interventi sulla Gardesana

La manifestazione per chiedere più sicurezza sulla Gardesana dopo la morte di Koen van Keulen
La manifestazione per chiedere più sicurezza sulla Gardesana dopo la morte di Koen van Keulen

La cronaca degli incidenti stradali è un bollettino di guerra: nove vittime solo contando le ultime due stragi di domenica e lunedì notte in Alto Adige e a Senigallia, dove un gruppo di giovani tedeschi in vacanza e due donne all’uscita dalla discoteca sono stati falciati da ubriachi al volante. Ferma restando la responsabilità di chi si mette alla guida in stato di ebbrezza o adottando comportamenti a rischio, sul Garda questi fatti riportano al centro la sicurezza della Gardesana orientale (Regionale 249), l’arteria che costeggia il lago collegando i paesi che vi sono affacciati. Trafficatissima per otto mesi all’anno e nei fine settimana, nel 2018 un’indagine dell’Automobile Club d’Italia condotta sull’incidentalità dell’anno precedente l’ha classificata al secondo posto tra le strade più pericolose per le due ruote, biciclette comprese. Carenza di piste ciclopedonali e banchine strette o assenti, oltre ad alcuni punti non sufficientemente illuminati sono un ulteriore fattore che aumenta la probabilità di incidenti su questa strada ad alta densità di percorrenza. Criticità note da tempo soprattutto nel basso lago, maggiormente caratterizzato da un turismo di massa per la presenza di grandi campeggi e parchi divertimento, a cui in estate si aggiunge l’apertura della discoteca Night Festival, meta ogni notte di centinaia di giovani che la raggiungono o fanno ritorno alle strutture ricettive a piedi, spesso sbronzi, senza usufruire del servizio navetta gratuito. Un forte appello alla messa in sicurezza della strada è arrivato nell’estate 2018 con la petizione che in poco tempo ha raccolto 12mila firme, promossa dopo la morte del giovane turista olandese Koen van Keulen, affogato nel rio Dugale a fianco della Gardesana (al confine tra Castelnuovo del Garda e Lazise, davanti a Gardaland) dove era caduto di notte camminando oltre il guardrail probabilmente per ripararsi dalle auto. Anche grazie a questa mobilitazione collettiva e alla progettazione della ciclovia del Garda qualche passo nella direzione di una maggior sicurezza si sta facendo. In attesa dei finanziamenti statali, a novembre la Regione Veneto ha stanziato 3 milioni e 550mila euro per realizzare un tratto di ciclopedonale di circa 2,5 chilometri dalla rotonda in prossimità dell’ospedale Pederzoli (in territorio di Castelnuovo del Garda al confine con Peschiera) fino all’intersezione con via Croce Papale davanti al centro civico di Pacengo (Lazise), tratto che comprende il rettilineo dov’è morto il giovane olandese. Secondo le previsioni dell’assessore regionale Elisa De Berti, entro il 2022 nel basso lago dovrebbe essere completa la ciclopedonale di sette chilometri che collegherà la rotonda vicino all’ospedale con quella in centro a Lazise, dove è in partenza il primo stralcio di lavori di circa 1,5 chilometri, finanziato dal Comune con 650 mila euro. «Arriveremo fino al campeggio La Quercia, la cui proprietà ha nel frattempo presentato un progetto per asfaltare lo stradello sterrato realizzato in fianco alla Gardesana per bypassarla fino a località Fossalta», informa il sindaco di Lazise Luca Sebastiano. Lo stradello, spiega, «verrà colorato di azzurro come la ciclopedonale in corso di realizzazione, in modo da dare una chiara indicazione a pedoni e ciclisti per farli proseguire in sicurezza superando uno dei tratti più pericolosi. Vedremo poi con la Regione quale successivo impegno intraprendere». Il sindaco di Castelnuovo del Garda, Giovanni Dal Cero, è ottimista: «Prima delle vacanze di Natale ho visto dai tecnici di Veneto Strade il progetto del tratto di Gardesana che ricade nel nostro territorio», fa sapere, fiducioso di veder partire i lavori dopo la prossima stagione turistica e soddisfatto perché nei giorni scorsi la sua Giunta ha approvato il progetto definitivo della rotatoria sulla Gardesana all’incrocio con via Derna (che porta ai parcheggi di Gardaland) e via Gasparina, altra opera pubblica essenziale per la sicurezza e per rendere più fluido il traffico. «Vorremmo inoltre poter aumentare le operazioni di polizia locale per contrastare comportamenti spericolati alla guida», aggiunge Dal Cero, «ma per fare questo è necessario che lo Stato intervenga o elargendo finanziamenti che ci permettano di estendere l’orario degli agenti di polizia locale o, meglio ancora, dandoci la possibilità di assumere nuovo personale». •

Katia Ferraro
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