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20.07.2019

Perde il controllo della moto, cade e muore sul colpo sull’A22

Il casco perso dallo sfortunato centauro a poca distanza dal luogo della caduta
Il casco perso dallo sfortunato centauro a poca distanza dal luogo della caduta

Un morto e un ferito grave. Continua la scia di sangue sulle strade veronesi. Ieri alle 10.30 è stata la volta di un motociclista che viaggiava in autostrada, sulla A22, in direzione nord. Il sinistro, autonomo, è avvenuto prima del casello di Affi. Ed è possibile che all’origine del mancato controllo della moto da parte del motociclista ci sia stata una distrazione. Un camionista che seguiva la comitiva di motociclisti ha ripreso la scena e dalle immagini si vede che il conducente della moto ha tagliato verso sinistra dopo essersi voltato come se volesse controllare gli amici che gli stavano dietro, poi una lieve frenata e la moto che parte. Le due persone sulla moto sono state scaraventate a terra. Per Marco Zenardi, 55 anni di Parma, il centauro non c’è stato niente da fare. È deceduto sul colpo, gravissima la donna R.M, sua coetanea residente a Cremona, che era con lui e che è stata portata con l’elicottero di Verona Emergenza al polo Confortini priva di conoscenza e intubata. La polizia Stradale è intervenuta per i rilievi di legge e ha ascoltato il testimone e gli amici della vittima. La salma del centauro è ora all’istituto di Medicina legale di Borgo Roma, a disposizione del magistrato che deciderà se disporre o meno l’autopsia. Negli ultimi giorni c’è stato un aumento di decessi sulle strade veronesi. Soltanto venerdì è stata la volta dei due giovani torinesi, ammazzati da un automobilista trentino. I ragazzi erano scesi dalla loro Fiat Bravo per sostituire uno pneumatico. I ragazzi sono stati falciati dalla Volvo e scaraventati a qualche metro di distanza. Uno è morto sul colpo, l’altro durante i soccorsi. «Che non si venga a parlare di strade killer», esordisce il comandante della polizia Stradale Girolamo Lacquaniti, «stiamo assistendo ad un imbarbarimento degli automobilisti, «c’è troppa distrazione al volante. Nel caso del motociclista è possibile che si sia trattato di un malore per quanto ci è stato descritto, ma valuteremo. In generale però davvero dopo il 2015, il percorso virtuoso di diminuzione delle morti in strada, si è involuto. La distrazione resta al primo posto nelle cause di incidente, ma va tenuto conto che se non ci si sente bene non ci si deve mettere al volante. Avete mai pensato ad una cosa? Se non ci sentiamo in forma, possiamo rinunciare alla partita di calcetto, ad una serata con gli amici, ma al volante ci mettiamo comunque. Ed è sbagliato». Conclude Lacquaniti: «Al volante non è necessario soltanto stare attenti a quello che si fa, ma anche prevenire e prevedere le manovre di altri •

Alessandra Vaccari
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