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01.02.2020

Il sindaco vieta di mangiare e bere nei parchi

Il parco attorno all’ex stazione ferroviaria di Affi
Il parco attorno all’ex stazione ferroviaria di Affi

Nei parchi pubblici di Affi è vietato mangiare e bere. Lo dispone un’ordinanza del sindaco Roberto Bonometti che ha fatto affiggere all’Albo Pretorio del Comune. Non solo. Nelle piazze e nei parcheggi pubblici è assolutamente vietato abbandonare rifiuti, mozziconi, compresi, pena multe salate. «Ci sono pervenute numerose segnalazioni da parte dei cittadini, che lamentano l’abbandono di rifiuti nei parchi pubblici», spiega Bonometti. «È stato accertato che ignoti incivili in più occasioni hanno lasciato nei parchi e nei giardini bottiglie di vetro, cartoni alimentari, come quelli della pizza, lattine, bicchieri di plastica, sacchetti e contenitori di vario genere, avanzi di cibo, pacchetti di sigarette vuoti e mozziconi. Inoltre non vengono correttamente recuperati e conferiti negli appositi cestini gli escrementi dei cani». «Questi deprecabili comportamenti», continua il sindaco, «provocano in primis pericolo per i fruitori dei parchi pubblici che, notoriamente sono soprattutto i bambini, inoltre, rendono indecorose le aree pubbliche. Questo degrado crea anche un danno economico al Comune che è costretto a farsi carico degli interventi straordinari per la pulizia di queste aree». Il sindaco, quindi, per salvaguardare la pubblica incolumità, con particolare attenzione alla tutela dei cittadini appartenenti alle cosiddette fasce deboli, garantire il rispetto delle norme in materia di salute e di igiene pubblica e tutelare l’ambiente e il decoro delle aree soggette ad uso pubblico, ha sottoscritto il documento. Documento con il quale dispone che «tutte le aree a uso pubblico del territorio comunale siano rispettate come tali, siano mantenute pulite e decorose, in particolare le aree destinate a parco pubblico, principalmente dedicate allo svago dei bambini, che non devono subire il cattivo esempio degli adulti in materia di igiene, rispetto dell'ambiente, sicurezza e salute altri». Il provvedimento di Bonometti riguarda anche i parcheggi dei centri commerciali che ad Affi coprono una superficie molto estesa. «Nei parcheggi e nelle piazze non sarà vietato mangiare e bere, come nei parchi», spiega il sindaco, «ma c’è l’assoluto divieto di abbandonare qualsiasi tipo di rifiuto. Il fenomeno ha il suo apice durante il fine settimana», aggiunge Bonometti, «quando le compagnie di ragazzi che si radunano in zona si ritrovano la sera fino a ore tarde e consumano bevande, anche alcoliche e cibo, prima di andare in discoteca o di spostarsi in qualche locale. Il mattino seguente si trovano, soprattutto nella zona dei centri commerciali, molti rifiuti. Oltre che i parcheggi dei centri commerciali, che sono quasi interamente pubblici, il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti riguarda anche la zona residenziale e in particolare i parcheggi di via Don Gnocchi e via Don Bosco. È stato anche stabilito», prosegue il sindaco, «che verranno intensificati i controlli dei vigili durante il fine settimana. Questa ordinanza è stata inviata anche a tutte le forze dell’ordine che possono accertare le relative violazioni. I bambini che andranno a giocare nei parchi non rischieranno comunque di patire la sete e disidratarsi. L’ordinanza infatti vieta il consumo di cibo e di bevande, di qualsiasi gradazione, nei parchi pubblici comunali, dalle 20 alle 8. Di solito a quelle ore i bimbi non giocano». Il provvedimento specifica anche che è vietato l’abbandono di qualsiasi tipo di rifiuto sia esso involucro, bottiglie, bicchieri, mozziconi e pacchetti di sigarette, sacchetti, contenitori e qualsiasi materiale che possa insudiciare le aree destinate all’uso pubblico, comprese piazze e parcheggi. Tolleranza zero pure sull’imbrattamento e il danneggiamento delle strutture e dell’arredamento urbano (panchine, cestini, giochi vari), l’abbandono di sacchetti contenenti escrementi canini e il mancato recupero delle deiezioni canine. La violazione dell’ordinanza prevede una sanzione amministrativa compresa tra un minimo di 50 ed un massimo di 500 euro. L’importo della sanzione sarà modulato a seconda della gravità dell’infrazione. •

Luca Belligoli
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