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07.02.2019

Da bunker anti atomico ad ostello con 96 posti

Il bunker ad Affi
Il bunker ad Affi

«Bunker antiatomico West Star, ipotesi per la valorizzazione e il riuso». Questo è il titolo della tesi di laurea che la neoarchitetto Elena Bertasi, di Bardolino, ha presentato al Politecnico di Milano, concludendo il ciclo di studi della suo corso magistrale di Architettura. «Gli obiettivi di questo mio lavoro», spiega Elena Bertasi, «sono l’instaurazione di una rete storica per sensibilizzare investitori pubblici e privati verso il tema della Guerra fredda, l’inserimento di West Star nella rete delle fortificazioni locali, per incrementare l’offerta culturale del territorio. Oltre alla realizzazione, all’interno di West Star, di un museo e di un ostello. Questo lavoro intende, innanzitutto, proporsi come promotore per la valorizzazione e la riqualificazione di tutti quei siti segreti (bunker, basi segrete sotterranee, rifugi anti-atomici, strutture per la difesa aerea, basi per il lancio di missili, centri di ascolto) attivi in ambito Nato o durante la Guerra Fredda e dismessi a partire dagli anni Novanta. Sebbene alcuni siano stati riconosciuti e musealizzati», continua Bertasi, «molti di questi rimangono ad oggi segreti e sconosciuti per le modalità ed i mezzi con cui si è svolta la Guerra Fredda. Come secondo obiettivo, il lavoro si propone di rafforzare ed ampliare l’esistente rete del sistema di fortificazioni moderne presente nei territori di Verona e Trento. Attualmente questa rete è costituita per lo più da forti risalenti a fine Ottocento ed inizi Novecento» precisa la neo architetto, «l’inserimento di un bunker della Guerra fredda, come West Star, quindi può incrementare significativamente l’offerta storica e culturale di questo territorio favorendo la formazione e il coinvolgimento di associazioni culturali locali o dei siti museali già esistenti. Il terzo obiettivo, ipotizza la realizzazione di un percorso espositivo di West Star al cui interno si colloca una parte dedicata alla storia della Guerra Fredda e alla Nato. Annesso a questo», aggiunge Bertasi, «viene proposta la realizzazione di un ostello (con 96 posti letto ndr). Queste ipotesi di riuso sfruttano: la posizione geografica, territoriale e paesaggistica di Affi, quale porta d’accesso al Lago di Garda. Ci sono poi da considerare il collegamento ai percorsi principali e ai numerosi percorsi ciclo-pedonali e la vicinanza a parchi ed aree protette e la presenza di numerose strutture ricettive ed alberghiere per l’accoglienza turistica. Queste soluzioni, contrariamente al ruolo che West Star ha segretamente rivestito in passato, hanno come obiettivo la massima visibilità e vivibilità del bunker. Per questo motivo, non ho considerato le funzioni di custodia di server dati e di caveau per opere d’arte o valori, ipotizzate dall’Amministrazione di Affi. Questi usi infatti», conclude Bertasi, «richiederebbero la conversione della struttura, andando ad alterare la sua complessa articolazione». •

L.B.
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