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16.06.2019

Vanno dal sindaco, l’ascensore è rotto Devono trasferirsi in un’altra sede

Il muro di cinta di Villa Meneghini puntellato affinché non crolli
Il muro di cinta di Villa Meneghini puntellato affinché non crolli

Avevano chiesto di incontrare il sindaco Diego Ruzza in castello per sottoporgli le loro osservazioni sugli ostacoli architettonici da abbattere in centro ma, ironia della sorte, hanno dovuto ripiegare sul vicino ex municipio per consentire d’essere presente anche a un loro compagno di classe disabile. Motivo del cambio di sede: fatalità l’unico ascensore del castello era rotto. Palpabile tra gli alunni della seconda D della scuola media Altichiero di Zevio, la consapevolezza di aver lavorato sodo per mettere a punto il progetto «Le mie strade», nell’ottica di fornire all’amministrazione civica un contributo a vantaggio di portatori d’handicap e di anziani con difficoltà motorie. Collaborare al bene comune è un esercizio che fa bene a tutta la collettività, hanno pensato. Così, carrozzina alla mano, hanno percorso le strade principali del centro storico per rilevare e segnalare al Comune la presenza di barriere architettoniche, seguendo i percorsi da loro più frequentati. Quello che dalla loro scuola va verso il palasport, oppure verso piazza Santa Toscana, la biblioteca e altro ancora. Al sindaco Ruzza hanno segnalato l’impossibilità di percorrere un buon tratto del marciapiede lungo via Giuseppina Meneghini, ostruito dai puntelli che da mesi sostengono il muro di cinta di Villa Meneghini. «Le persone in carrozzina che percorrono quella via, devono sfidare il traffico se vogliono passare», hanno osservato i ragazzi, rilevando che via Meneghini conduce tra l’altro al cimitero. Il muro che contorna il parco della Villa, in mattoni di cotto e ciottoli prelevati dal vicino greto dell’Adige, è doppiamente storico: dal punto di vista architettonico è perché, secondo la memoria popolare, negli anni ’50 vi si arrampicavano gli ammiratori di Maria Callas, quando il più grande soprano esercitava la voce nella grande casa del marito Gianbattista. Ruzza ha spiegato che sulle condizioni del muro di cinta il Comune non può intervenire, poiché Villa Meneghini fu donata in due tempi alla comunità parrocchiale. Quindi la titolarità dello stabile è in capo alla parrocchia, «con la quale parlare». Altra richiesta dei ragazzi: dotare il castello-muncipio e la sede della biblioteca di porte scorrevoli accessibili ai disabili. Si può fare solo nel secondo caso: il castello è invece protetto dalla Soprintendenza e le mura del visconteo edificio non lo consentono, ha replicato il primo cittadino. Ruzza si è poi dichiarato disponibile a collaborare coi ragazzi, anche perché ha annunciato la partenza a breve di un importante piano di asfaltature di strade e marciapiedi nel capoluogo e nelle frazioni. «Sarà l’occasione giusta per mettere in pratica i vostri suggerimenti», ha osservato il sindaco. La spesa per i lavori ascritta nel bilancio dell’ente è di quasi due milioni di euro, da spendere nel 2019 e 2020. •

P.T.
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