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20.02.2020

Suicida per bullismo, parlano i genitori

Un momento dell’incontro svoltosi nel Palatenda
Un momento dell’incontro svoltosi nel Palatenda

Vedere il bullismo e il cyberbullismo con gli occhi dei genitori di Livio Cinetto, il sedicenne di San Pietro Incariano che nel 2012 si tolse la vita per sfuggire alle persecuzioni di coetanei. La forte medicina contro i comportamenti aggressivi e violenti è stata assunta dal popolo dei ragazzi della scuola media Altichiero in occasione dell’Internet day. Si tratta della giornata internazionale istituita dall’Unione europea per sensibilizzare sui rischi derivanti dall’utilizzo di Internet, celebrata a febbraio di ogni anno. Al palatenda di via Aldo Moro, Stefano Marco Cinetto e Roberta Mazzi, papà e mamma di Livio, hanno raccontato per filo e per segno le motivazioni che portarono il loro figlio alla disperazione più totale, culminata nel suicidio. Un dramma al quale i genitori si sono ribellati, impegnandosi a promuovere conferenze per sensibilizzare ragazzi e genitori a questa piaga giovanile. Livio, ragazzo particolarmente attento ad aspetti non banali della vita e appassionato di rugby, era finito nel tritacarne dei bulli proprio per il suo modo di essere ragazzo perbene. Così le angherie si sommarono alle angherie al punto che una domenica di otto anni fa, rimasto solo in casa perché i genitori erano in visita alla nonna, si impiccò. Inevitabilmente la disperazione per la disgrazia alimentò nei genitori sensi di colpa per non aver colto in tempo la sofferenza e il dolore nascosto loro dal figlio. In mamma e papà, insomma, la tragedia ha reso ancora più dura la perdita di Livio. Nel corso della loro testimonianza papà Stefano e mamma Roberta hanno anche sottolineato quanto sia importante il valore dell’amicizia e della solidarietà nei rapporti tra adolescenti, valori cui Livio teneva molto. La vicecomandante della polizia municipale zeviana, Anna Serafin, è poi intervenuta per illustrare le azioni da mettere in campo per contrastare il bullismo. La psicologa e psicoterapeuta Martina Gambacorta ha completato il quadro illustrando aspetti che aiutano nella ricerca di adeguate soluzioni ai problemi posti dal fenomeno. L’incontro sul tema «Bullismo e cyberbullismo, imprigionati nella rete», ha fatto il bis in favore di mamme e papà al centro civico in piazza Santa Toscana. Le professoresse Maria Arlacchi e Marina Gollo hanno ribadito quanto sia importante promuovere un uso consapevole della rete e dei nuovi media da parte dei più giovani. È indispensabile intervenire «poiché il cyberbullismo», concludono le docenti, «è frutto della cultura globale, nella quale le macchine e le tecnologie sempre più spesso sono vissute come vere e proprie estensioni di sé». •

P.T.
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