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24.05.2019

Sindaco e D’Arienzo sui Pfas Stilettate a distanza ravvicinata

Il sindaco Diego Ruzza
Il sindaco Diego Ruzza

Il senatore D’Arienzo (Pd) non ci sta alle accuse di «procurato allarme» lanciategli in Consiglio dal sindaco Diego Ruzza circa la presenza di Pfas sotto i limiti di legge, secondo l’Arpav. Le sostanze - 5 nanogrammi litro sui 90 di soglia ammessi dalle normative - sono state trovate nell’acqua di pozzi intorno alla discarica di Ca’ Bianca. In assemblea, il sindaco non aveva fatto nomi, ma la staffilata nei confronti del senatore D’Arienzo era chiara, considerate le sue dichiarazioni critiche riportate da «L’Arena» sulla situazione a Ca’ Bianca. «Il reato di procurato allarme può essere invocato solo da un azzeccagarbugli», sbotta D’Arienzo, che controbatte al sindaco Ruzza. «Chi avrebbe commesso il reato di procurato allarme? Arpav, Procura, io, il ministero dell’Ambiente? Tutti abbiamo segnalato la presenza di Pfas nelle acque intorno alla discarica, seppure in quantità inferiori alle soglie previste». Va detto che analisi Ulss e di Acque veronesi nei tre pozzi dell’acquedotto, nelle scuole e in altri pozzi privati, non sarebbero state trovate tracce di Pfas, secondo quanto emerso in Consiglio. Prosegue D’Arienzo: «Anziché affrontare la situazione e porsi domande, si continua ad ululare alla luna. La presenza di Pfas non dovrebbe far dormire la notte. Il ministero ha infatti confermato che Perfloruro alchilici sono stati riscontrati nella falda dell’area sotto alla discarica, tanto che la Regione ha imposto al gestore dell’impianto interventi precauzionali. Perché, dunque, fingere di nulla e ipotizzare reati inesistenti? Perché il sindaco non chiede, o rende noto, se il gestore della discarica ha ampliato la rete piezometrica? E quali controlli sono stati eseguiti nei nuovi piezometri e con quali risultati? La frequenza degli accertamenti è stata incrementata per ordine della Regione». E ancora: «Perché Ruzza non risponde alle domande del consigliere Stefano Fittà, di Zevio Bene Comune? La concentrazione di Pfas sotto soglia è una buona notizia ma le sostanze ingerite si sommano giorno per giorno o vengono smaltite dal corpo umano? Di fronte a cose elementari, l’azzeccagarbugli di Zevio (Ruzza) si lancia in un’ipotesi da fantascienza. Fa ciò perché probabilmente è ancora frastornato dalla sconfitta al Consiglio di Stato, che ha chiuso la discarica, cancellando le autorizzazioni del sindaco? Fossi al posto suo mi dimetterei per gli evidenti errori commessi». «L’intimidazione del sindaco nei miei confronti è respinta al mittente. Ruzza però senta il dovere di rispondere ai dubbi degli zeviani». Controbatte Ruzza: «Caduta di stile istituzionale per argomenti e linguaggio, quello di D’Arienzo che si accorge solo a pochi giorni dalle elezioni che il suo partito è in grande difficoltà, che a Zevio c’è una discarica dal 1999. Inammissibile che venga ora a insegnarci cosa fare. Stiamo già estendendo i controlli nei pozzi e non è accettabile gettare ombre sulla qualità della nostre acque senza distinguere tra quelle di falda superficiali e quelle d’acquedotto, esenti in toto da Pfas. La discarica è partita per bonificare un sito fortemente inquinato: chi può escludere che la quantità infinitesimale di Pfas nelle acque superficiali non derivi dal pregresso? Ribadisco che l’acqua di Zevio è ampiamente sotto i parametri previsti dalla legge e difatti non sono mai state emesse ordinanze restrittive». •

P.T.
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