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19.01.2020

La tassa rifiuti sarà più cara «Tutta colpa della discarica»

Il municipio di Zevio: nell’ultimo Consiglio si è parlato della tassa e della raccolta dei rifiuti
Il municipio di Zevio: nell’ultimo Consiglio si è parlato della tassa e della raccolta dei rifiuti

Nel 2020 la bolletta rifiuti per gli abitanti di Zevio aumenterà mediamente del 6,4 per cento, ben al di sopra del tasso annuo d'inflazione rilevato dall'Istat su scala nazionale. Nel 2019 i cittadini avevano subito una stangata ben più pesante: più 10 per cento, a fronte di un'inflazione dell'1,18 per cento. Conti alla mano, quindi, negli ultimi due anni complessivamente la Tari lieviterà del 16,4 per cento. La legge vuole che la spesa del servizio di raccolta sia a totale carico dell’utenza, senza aggravi sulle casse del Comune. L'annuncio del rincaro è emerso in Consiglio, durante l'approvazione del piano finanziario sulla gestione dei rifiuti urbani, a Zevio raccolti col sistema «porta a porta». Ma veniamo alle cifre: il costo della raccolta rifiuti 2020 è previsto pareggi a 1.645,621 euro. «I cittadini zeviani sono bravi a mantenere la differenziazione costante: l'80 per cento circa. Ma ad incidere sono i costi di smaltimento in discarica o ai centri di riciclo», si è giustificato in assemblea l'assessore all'Ecologia Paola Conti. E ha aggiunto che agli 85 euro a tonnellata pagati dalla frazione umida nel 2019, quest’anno si passerà a 108,9 euro. Rilevante anche l’aumento subito dagli ingombranti: da 170 a 229,31 euro a tonnellata. Incrementi minori per legno e frazione verde: rispettivamente da 38 a 40 euro e da 38 a 39,90 euro a tonnellata. L’assessore ha proseguito annunciando che in questo mese inizieranno i controlli per accertare se chi ha il contenitore carrellato per la raccolta degli sfalci, richiesto facoltativamente da 1.270 utenze, ha provveduto a pagare il corrispettivo di 20 euro. Agli inadempienti il contenitore sarà ritirato. Conti ha annunciato verifiche anche alla richiesta avanzata sempre da Samuele Campedelli (Per Zevio), volta a conoscere perché nel 2019 il quantitativo degli accumulatori esausti si è impennato, passando da 440 a 3.280 chili. Lo scorso anno pure il volume dei solventi ha «messo le ali», raggiungendo 5.600 chili tra gennaio e ottobre. Tra l'altro, e sempre nei primi dieci mesi del 2019, gli ingombranti sono stati 475.690 chili, il vetro 506.500 chili, l'umido e il verde rispettivamente 1.337.060 e 1.088.450 chili, il secco non riciclabile 945.230 chili, la carta e il cartone 800.470 chili, i farmaci scaduti 920 chili, le vernici 2.280 chili. Pollice verso di Campedelli sul passaggio, deciso quattro anni fa dal Comune, al Consorzio di bacino, l'ente demandato a raccogliere una buona fetta dei rifiuti della provincia: «Finora il passaggio ci è costato 60mila euro, 15mila euro l'anno a carico dei cittadini, senza che il Consorzio faccia nulla». Ulteriori critiche sono state rivolte al fatto che all'isola ecologica del capoluogo «non si controlla la residenzialità dei conferitori» perché il sistema computerizzato è rotto da oltre sei mesi. Poi alla non ancora avvenuta attivazione dell'Ecopoint che raccoglierebbe bottiglie di plastica in cambio di buoni sconto da spendere nei negozi. Ancora: alla non entrata in funzione del centro riuso rifiuti e della tariffa «puntuale», conteggiando con microchip lo svuotamento dei bidoni. L’assessore Conti si è giustificata nuovamente adducendo che i ritardi vanno attribuiti all'assenza di «vantaggi economici». Quindi ha annunciato che alle isole ecologiche è imminente il montaggio della videosorveglianza, dell'impianto antintrusione, che l'ufficio ecologia sta distribuendo i sacchi gialli per la raccolta dei pannolini e pure le taniche da 5 litri per lo smaltimento dell'olio alimentare usato. Stefano Fittà (Zevio bene comune) ha tuttavia rincarato la dose, chiedendo come mai sul territorio sono scomparsi i contenitori gialli preposti alla raccolta degli abiti usati. «È scaduta la convenzione», ha risposto l’assessore. «Il Comune ha pareggiato i servizi non svolti richiedendo di volta in volta altri servizi». •

Piero Taddei
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