CHIUDI
CHIUDI

14.04.2019

La biciclettata sui tanti luoghi della Resistenza

In vista dell’anniversario della Liberazione del 25 aprile, oggi si terrà una biciclettata che porterà i partecipanti sui luoghi del Comune di San Giovanni Lupatoto e Palù che furono teatro di scontri durante l’ultima guerra e di episodi di Resistenza. L’iniziativa organizzata da Cittadini del mondo, Amici della bicicletta di Verona e dall’Istituto per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea, prenderà il via alle 14 dal parcheggio sull’incrocio tra il ponte Perez e la ciclabile sull’argine dell’Adige. L’itinerario si snoderà su una lunghezza di 18 chilometri. Prima tappa sarà la «casa bombardà» lupatotina, testimone di scontri tra i tedeschi ormai in rotta e i soldati americani in arrivo da Santa Maria per liberare la zona. Durante il conflitto a fuoco, i partigiani Beniamino Olioso e Giuseppe e Luigi Sartori rimasero uccisi. Un cippo in località Tre Ponti ricorda il punto dove morirono. La carovana su due ruote si dirigerà poi a Torretta e Acquabona di Palù. Lì, nel novembre del ’43, avvenne forse il più cruento episodio di resistenza civile del Veronese: i fucilati furono cinque. Alle Casermette di Montorio, infatti, finirono sotto i colpi di un plotone di esecuzione nazifascista i fratelli Attilio e Leonildo Bettili e il colono Luigi Ferrari, tutti e tre agricoltori. La stessa sorte toccò ad altri due prigionieri di guerra britannici. A guerra ultimata, il primo giugno del ’45, le salme dei fucilati tornarono a Zevio scortare da militari britannici. Al funerale partecipò una marea di gente. L’allora sindaco, Giovanni Accadia invitò ad esporre il Tricolore a mezz’asta. I Bettili furono sepolti nel cimitero di Palù, all’epoca facente parte del Comune zeviano. Ferrari fu tumulato nel camposanto di Zevio, quindi trasferito in quello di Vallese per volontà della famiglia trasferitasi in quel paese. Ulteriore tappa sarà all’ex campo di prigionia di Villa Da Lisca che durante la guerra ospitòfino ad un centinaio di prigionieri alleati catturati sul fronte africano e portati in Italia per farli lavorare nei campi, in debito di manodopera perché i braccianti avevano dovuto imbracciare il fucile. La biciclettata rievocativa si concluderà con una visita alla lapide affissa nell’androne del castello-municipio con i nomi di tutte le vittime di quegli anni. •

P.T.
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1