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26.06.2019

I cinquant’anni di don Sergio, prete operaio e scrittore

Don Sergio Carrarini, parroco di Bosco di Zevio
Don Sergio Carrarini, parroco di Bosco di Zevio

Da prete operaio a scrittore. Don Sergio Carrarini, dal 1986 parroco di Bosco di Zevio, domenica festeggerà i 50 anni di sacerdozio. Era infatti il 29 giugno 1969 quando, in cattedrale a Verona, l’allora vescovo monsignor Giuseppe Carraro consacrò sacerdote don Carrarini, originario di Illasi dove è nato l’11 agosto 1945. Il mezzo secolo di apostolato di don Sergio verrà ricordato con una messa, celebrata dallo stesso parroco alle 10, nella chiesa del Santissimo Nome di Maria della frazione zeviana, alla presenza di altri preti amici del sacerdote. Alla celebrazione religiosa seguirà uno scambio di auguri tra i fedeli e il loro parroco, mentre il gruppo di giovani campanari locale eseguirà concerti per tutta la mattinata. Dopo aver svolto per alcuni anni il ministero di curato a Porto di Legnago, nel 1973 don Carrarini entrò a far pare della «comunità di preti operai» di San Giovanni Lupatoto, assieme a don Corrado Brutti, attuale amministratore parrocchiale di Sant’Andrea di Badia Calavena, a don Piergiorgio Morbioli, oggi residente nella comunità Emmaus di Villafranca e a don Luigi Forigo, che si occupa della chiesa della «Madonnina» di San Giovanni Lupatoto. Fu così che per i primi cinque anni don Carrarini alternò la missione sacerdotale con il lavoro part time in un mulino della città lupatotina. Quindi, dal 1980 al 1982, il sacerdote divenne educatore in un centro per tossicodipendenti dello stesso capoluogo, a cui fece seguire, dal 1982 alla pensione, l’attività sempre come educatore nel Centro occupazionale diurno (Ceod) per disabili gestito dalla cooperativa «La Ginestra». Nel 1986, per seguire al meglio i suoi molteplici impegni, don Carrarini decise di trasferirsi da San Giovanni Lupatoto nella canonica di Bosco, prendendosi cura della piccola comunità della frazione, che tre anni fa ha celebrato il trentesimo di reggenza parrocchiale di don Sergio dedicandogli la nuova campana «sestina» installata sul campanile. «La scelta di essere preti operai», evidenzia don Carrarini, «era legata al clima di rinnovamento all’interno della Chiesa conseguente al Concilio Vaticano II. Rispetto ad allora, tuttavia, molte cose sono cambiate, a cominciare dall’aspetto vocazionale: basti pensare che nel 1969 fummo ordinati in 23 sacerdoti, mentre i nuovi preti consacrati quest’anno sono stati appena tre». Don Carrarini, da sempre, è attivo con gruppi di lettura popolare della Bibbia. A tal proposito ha pubblicato diversi volumi, tra cui il più diffuso è «Salmi d’oggi», edito per la prima volta nel 1985 e giunto alla quarta ristampa, con 40mila copie vendute. «Nei libri, così come nelle omelie», conclude il sacerdote, «ho sempre cercato di adottare un linguaggio comprensibile a tutti e legato alla vita quotidiana». •

Fabio Tomelleri
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