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06.10.2019

I «bisognini» dei cani e il verde tra i battibecchi e le polemiche

Le deiezioni canine fanno discutere in paese. Pure la politica si è «appassionata» all’argomento, tanto che anche in Consiglio, e in più occasioni, un rappresentante della minoranza, Samuele Campedelli, ha lamentato che sui marciapiedi delle vie del centro occorre fare lo slalom per non calpestare i «ricordini» disseminati dai cani. Fa discutere pure l’accesso alle aree verdi dei fido. Giorni fa, c’è stato pure un battibecco tra pro e contro la libertà di entrata in un parchetto pubblico di quartiere. Secondo i pro, il regolamento comunale sull’uso delle aree verdi sarebbe dalla loro parte o, quantomeno, sarebbe anche un poco contraddittorio. L’articolo 14 recita infatti che «in tutti i parchi e giardini è consentita la circolazione dei cani purché con museruola e guinzaglio, con l’esclusione dei piccola taglia». Poi prosegue: «In tutti i parchi e giardini è vietata la circolazione di animali domestici in genere». Un secondo regolamento, quello a tutela degli animali, appare però più restrittivo: i cani, dotati di museruola e guinzaglio non più lungo di un metro e 50 centimetri, «hanno libero accesso a tutte le aree di uso pubblico ad accezione delle aree verdi debitamente recintate e attrezzate per il gioco dei bambini, delle aree dedicate allo sport, dei luoghi verdi di particolare interesse per la presenza di selvatici, di tutte le altre aree con esposto un segnale di divieto». Due i luoghi recintati recentemente messi a disposizione dal Comune per la sgambatura dei cani: nel capoluogo e a Campagnola. Nella quasi totalità del territorio, le restanti aree verdi comunali sono attrezzate con giostrine ed espongono il divieto di accesso ai cani. Motivo? Evitare rischi di natura igienico-sanitaria, problemi di decoro causa deiezioni spesso non raccolte da chi conduce l’animale, a tutela da possibili aggressioni canine specialmente di minori, inabili e anziani, abituali frequentatori dei luoghi verdi. Il comandante della polizia municipale, Vincenzo Esposito, esclude la possibilità di qualsiasi fraintendimento in materia. Dice: «Nelle aree con presenza di giochi per l’infanzia è sempre vietato introdurre animali d’affezione. I trasgressori sono sanzionati con ammende da 25 e a 500 euro, importo pagabile in misura ridotta con 50 euro». Dello stesso parere Lorenza Zanaboni, presidente della Lav provinciale, che però chiarisce: «È corretto limitare gli accessi dove ci sono attrezzature ludiche per bambini, non lo è nei semplici luoghi a parco, altrimenti dove possono andare i proprietari di cani, animali d’affezione sempre più numerosi nelle case? Rimane fermo, però, l’obbligo del guinzaglio e della raccolta deiezioni». A tutela dell’igiene, Zanaboni aggiunge che nelle arre verdi con giostrine, di notte la fossa della sabbiala deve essere coperta «come prevede una sentenza del Tar Veneto». Nei luoghi di sgambatura, invece, la libertà dell’animale è pressoché totale: può girare senza guinzaglio. •

P.T.
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