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24.03.2019

«Fabrizio Frizzi, il mio fratellone»

Il fermo immagine di un abbraccio e un bacio di Fabrizio Frizzi a Valeria Favorito
Il fermo immagine di un abbraccio e un bacio di Fabrizio Frizzi a Valeria Favorito

«Gli ammalati non vanno mai in vacanza, non festeggiano il Natale, Capodanno, Pasqua, stanno lì con le loro sofferenze. Avere 18 anni non significa soltanto conseguire la patente di guida ma anche andare incontro al prossimo. Pensateci, perché sangue e midollo osseo non si possono produrre in laboratorio. Non si trovano al supermercato». L’accorato appello di Valeria Favorito ha scosso i ragazzi della media Altichiero, riuniti in palestra per sensibilizzarli sulla possibilità, al compimento dei 18 anni, di diventare donatori e salvare così la vita a persone sfortunate. Valeria, fisico esile ma di forte carattere, trapiantata a Verona dalla Sicilia, la sa lunga in materia di trapianti salvavita: a distanza di anni uno dall’altro, ne ha subiti due, volti a sconfiggere la leucemia mieloide acuta, tumore che colpisce le cellule del sangue più frequentemente nell’ età infantile. Il primo, nel 2000, all’età di 11 anni, l’ha fatta diventare un’icona perché il donatore era il presentatore televisivo Fabrizio Frizzi, noto per il sorriso rassicurante, i modi gentili e il grande altruismo, scomparso a causa di un’emorragia cerebrale l’anno scorso. Improvvisamente Valeria sta male. Il medico condotto le ordina un semplice sciroppo ma al Policlinico di Borgo Roma si rendono conto della gravità delle sue condizioni e dicono che serve urgentemente un donatore compatibile. Diversamente, il rischio morte è alto. Il trapianto si fa di domenica. Quel giorno Frizzi mancò alla conduzione dal programma tv Per tutta una vita copresentato con Romina Power. «Fabrizio non c’è perché ha fatto una cosa molto importante per qualcuno», giustificò la Power senza aggiungere altro. La tutela della privacy impedisce contatti tra donatore e ricevente, ma troppe cose coincidevano. Così la ragazzina Favorito fece di tutto per risalire a Frizzi, iscritto al registro dei donatori dal 1994, perché convinto non fosse sufficiente chiedere la disponibilità della gente in tivù. La conferma dei sospetti sull’identità del donatore vi fu qualche anno dopo, allo stadio Bentegodi, durante una Partita del cuore della Nazionale cantanti, con il generoso presentatore in prima fila e Claudio Baglioni che stava cantando Strada facendo. «Frizzi ha capito subito chi fossi e mi ha abbracciata forte forte. È stato il giorno più bello della mia vita», ha confidato Valeria ai ragazzi dell’Altichiero. L’amicizia tra i due divampò, tanto che Valeria si mise a chiamare Frizzi «il mio fratellone» e lui a definirla «la mia sorellina». «Nel 2013 il mio calvario si è ripresentato, ma ero più forte della volta precedente perché fisicamente stavo meglio», ha aggiunto Valeria all’Altichiero. «A tempo di record è stato trovato un nuovo donatore, a tutt’oggi ignoto, e ho ricevuto il secondo trapianto. Ora conduco una vita normale con continui controlli». Tanto normale che nel settembre del 2018 Valeria Favorito si è sposata con Federico Piazza, volontario del pronto soccorso e della pubblica assistenza. Testimone di nozze doveva esserci Frizzi, ma l’emorragia cerebrale l’ha fermato per sempre lo scorso aprile. «Causa i miei problemi passati, io non posso essere donatrice, così porto in giro la mia diretta testimonianza», ha concluso la donna con il viso da ragazzina, rivelando che le molle che hanno contribuito alle sue rinascite dalla leucemia sono state la famiglia, la fiducia nei medici curanti, la fede, le preghiere della nonna e l’«angelo» Frizzi. All’incontro all’Altichiero coordinato dalla vicepreside Lia Valente, erano presenti anche volontari Fidas, che hanno sottolineato la sempre maggiore richiesta di sangue a fronte del progressivo calo dei donatori causa il timore «della puntura con l’ago». •

Piero Taddei
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