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10.07.2019

Depuratore, il Comune perde e paga

Il depuratore in località Maccachiove di Zevio
Il depuratore in località Maccachiove di Zevio

Zevio vince ai punti il suo decennale match con San Giovanni Lupatoto in relazione alla classificazione del lotto di terreno del depuratore e al pagamento della relativa Ici. In sostanza l’impianto per il trattamento dei reflui, per quanto di pubblica utilità, viene considerato industriale e finalizzato a produrre reddito e pertanto assoggettabile a Ici e ad Imu. A rendere nota la notizia è il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Roberto Bianchini. «Abbiamo appreso che la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Comune di San Giovanni Lupatoto, proprietario di un’area nel Comune di Zevio dove è stato realizzato un impianto di depurazione, in merito alla classificazione dello stesso in categoria D7 e non in E, come del resto aveva affermato la Commissione tributaria», dice Bianchini. «Il Comune di San Giovanni è stato quindi condannato al pagamento delle spese di giudizio in favore di quello di Zevio per 2.900 euro e in favore delle Agenzia delle Entrate per 2.000 euro, oltre ovviamente al pagamento degli importi Ici relativi agli anni prima che il depuratore venisse ceduto al Consorzio Acque Veronesi, pari a 20mila euro». «Avremmo preferito che la notizia fosse stata resa di pubblico dominio dal sindaco, al pari delle altre che solitamente con toni trionfalistici ci propina anche per questioni veramente di poco conto», polemizza Bianchini. «Gradiremmo anche sapere quali saranno le mosse che il Comune intende mettere in pratica al riguardo». Il sindaco di San Giovanni Lupatoto, Attilio Gastaldello, sentito dal nostro giornale, risponde così: «La sentenza riguarda un ricorso in Cassazione presentato dall’amministrazione comunale precedente. Dai banchi dell’opposizione, dove stavo all’epoca, avevo detto all’allora sindaco che non credevo affatto a quel ricorso e, purtroppo, sono stato buon profeta». «Tuttavia, per il Comune l’impatto della sentenza è modesto e non riguarda il futuro, poiché il depuratore, ormai da qualche anno viene gestito da altro ente, che si fa carico della relativa Imu», controbatte ancora Gastaldello. «Fatico quindi a comprendere la domanda del consigliere che vorrebbe sapere le mosse future del Comune. Inoltre la pronuncia della Cassazione non è più impugnabile e conferma un orientamento giurisprudenziale consolidato». Conclude il sindaco Gastaldello: «Se viceversa il consigliere vuole spiegazioni sulla scelta di ricorrere in Cassazione, deve rivolgersi a chi ora siede sui banchi dell’opposizione, compreso il M5s, che all’epoca non ha detto nulla per evitare il giudizio e le relative spese. In ogni caso, ritengo siano altre le notizie da dare e le domande da porre per il bene della nostra città». Polemiche (immancabili) a parte, la pronuncia della Corte di Cassazione mette fine a una contrapposizione che riguarda il pagamento della tassa sugli immobili per l’impianto di depurazione realizzato oltre trent’anni fa dal comune lupatotino e localizzato nelle vicinanze della località zeviana di Maccachiove. Zevio reclamava il versamento dell’imposta. San Giovanni Lupatoto non intendeva versarla perché l’impianto è di proprietà pubblica e svolge attività pure pubblica (e gli edifici pubblici, per legge, sono esenti). A riconoscere il diritto all’esenzione era stata nel luglio 2013 la Commissione tributaria provinciale che aveva accolto il ricorso avanzato dal Comune di San Giovanni Lupatoto, contro l’avviso di accertamento Ici 2006 del Comune di Zevio. I motivi per non pagare secondo San Giovanni Lupatoto erano almeno due: il primo riguardava il fatto che l’immobile, come riconosciuto dall’organo di giustizia fiscale, è destinato a compiti istituzionali e pertanto andava applicata l’esenzione prevista. Il secondo è che lo stesso comune di Zevio fruisce della struttura per le località zeviane presso Pozzo, Punta, Palustrella e Campagnola. Il tutto regolato da convenzione. Ma la Cassazione si è pronunciata diversamente. •

Renzo Gastaldo
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